
Sale a circa 100 morti il bilancio del raid statunitense condotto nella notte di sabato a Caracas, in Venezuela, con l’obiettivo di catturare il presidente Nicolás Maduro e la moglie Cilia Flores. A fornire il nuovo aggiornamento è stato il ministro dell’Interno venezuelano Diosdado Cabello, che ha definito l’operazione americana «un terribile attacco», avvertendo che il numero delle vittime potrebbe ulteriormente aumentare.
Secondo quanto riferito da Cabello, oltre ai circa 100 morti, si contano un numero analogo di feriti. Tra le vittime figurano anche numerosi civili, comprese donne che si trovavano nelle loro abitazioni al momento dell’operazione militare. Il ministro ha sottolineato come l’azione statunitense abbia colpito aree residenziali della capitale, aggravando il bilancio umano dell’attacco.
Le prime stime e le vittime militari
Nelle ore immediatamente successive al raid, le autorità venezuelane avevano parlato di circa 80 morti. Tra questi figuravano 24 soldati venezuelani e 32 agenti della scorta presidenziale di nazionalità cubana, dato confermato anche dalle autorità dell’Avana. Il nuovo aggiornamento amplia quindi in modo significativo la portata delle perdite subite.
Maduro e Cilia Flores feriti durante l’operazione
Nel corso del blitz, Nicolás Maduro e la moglie Cilia Flores sono rimasti feriti, ha dichiarato Cabello. In particolare, la First Lady avrebbe riportato una ferita alla testa e un colpo al corpo, mentre il presidente sarebbe stato ferito a una gamba. «Fortunatamente, si stanno riprendendo dalle ferite», ha aggiunto il ministro.
Nei giorni successivi all’operazione, durante un’udienza in tribunale a New York, Cilia Flores è apparsa con un cerotto sulla fronte e lividi vicino all’occhio destro, mentre il suo legale ha riferito anche di contusioni alle costole.
Tensione internazionale e accuse reciproche
Il raid americano ha innescato forti tensioni diplomatiche tra Caracas e Washington. Il governo venezuelano parla apertamente di violazione della sovranità nazionale e di attacco indiscriminato contro civili e forze di sicurezza. Dal canto loro, gli Stati Uniti non hanno ancora fornito una ricostruzione dettagliata dell’operazione, mentre la comunità internazionale osserva con crescente preoccupazione l’evolversi della crisi.


