
«Non ho idea di che cosa possa essere successo a Emanuela Orlandi, questo aspettiamo che qualcun altro ce lo dica». Ma, qualunque cosa sia accaduta, «non credo che gli attori coinvolti in questa storia siano legati al contesto del Convitto nazionale Vittorio Emanuele II».Lo ha dichiarato Caterina Fanello, ex compagna di banco di Emanuela, ascoltata giovedì 8 gennaio 2025 dalla Commissione bicamerale di inchiesta sulle scomparse di Mirella Gregori ed Emanuela Orlandi.
L’audizione
«In quel momento siamo stati travolti da quello che è successo, avendo 15 anni non avevamo gli strumenti per metabolizzare l’accaduto», ha spiegato Fanello. Alla domanda su quale fosse stato il suo primo pensiero all’epoca della scomparsa, ha risposto: «A 15 anni non si formula un’ipotesi, si viene travolti».
Durante l’audizione, il presidente della Commissione, il senatore Andrea De Priamo, ha ricordato che in un verbale dell’epoca Fanello aveva riferito di un interesse di Emanuela per un amico del fratello, un certo Alberto, elemento che avrebbe anche spiegato il soprannome di “suora” attribuito alla ragazza perché non aveva fidanzatini. «Non ricordo nessuna delle due cose – ha replicato Fanello – ma non vedo la contraddizione».
Interpellata sulla possibilità che Emanuela potesse fidarsi di uno sconosciuto, Fanello è stata netta: «Secondo me no, non direi che si sarebbe fidata di qualcuno che non conosceva». Ha inoltre sottolineato che l’ambiente scolastico del Convitto e quello della scuola di musica frequentata da Emanuela «erano due mondi separati», precisando di non conoscere nessuno di quell’ambito.
Il racconto di Fabiana Valsecchi
È stata ascoltata anche Fabiana Valsecchi, che aveva frequentato Emanuela nell’anno precedente alla scomparsa. Valsecchi ha descritto Emanuela come una ragazza «molto serena» e ha escluso che fosse «una ragazza con i grilli per la testa», come invece sostenuto all’epoca dal bidello del Convitto, Clementi.
Valsecchi ha poi ricordato un episodio personale avvenuto all’uscita da scuola, in zona Prati, vicino alla sede Rai: lei e la sorella sarebbero state avvicinate da due uomini che proposero loro di partecipare a una pubblicità retribuita. «Facemmo una descrizione agli inquirenti – ha raccontato – uno dei due aveva un frangettone e gli occhiali scuri, erano a bordo di un’auto scura, forse una BMW blu».
A quel punto il senatore De Priamo ha mostrato a Valsecchi un identikit di un uomo con occhiali scuri: la donna ha riconosciuto che la descrizione «potrebbe corrispondere».


