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“Ucciso due bambini”. Nina Moric e Fabrizio Corona, la rivelazione shock nel documentario

Pubblicato: 09/01/2026 16:58
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Il documentario Netflix Io sono notizia, incentrato sulla vita turbolenta di Fabrizio Corona, ha scosso profondamente l’opinione pubblica fin dal suo debutto, avvenuto proprio oggi, venerdì 9 gennaio 2026. Al centro del clamore mediatico non c’è solo la figura dell’ex re dei paparazzi, ma una confessione brutale e carica di dolore resa dalla sua ex moglie, la modella croata Nina Moric. Le sue parole, pronunciate con una fragilità che contrasta con l’immagine pubblica aggressiva degli ultimi anni, aprono uno squarcio su un passato finora rimasto nell’ombra, segnato da una scelta drammatica che ha condizionato le esistenze di entrambi i protagonisti.

Un dramma silenzioso

La narrazione della Moric si focalizza su un episodio specifico e terribile: la decisione di interrompere una gravidanza gemellare avvenuta anni fa, durante il periodo più intenso della sua relazione con Corona. La modella utilizza espressioni forti, quasi violente contro se stessa, parlando apertamente di aver ucciso due bambini. Questa ammissione non cerca giustificazioni, ma appare come una resa incondizionata di fronte a un senso di colpa mai elaborato. Nina Moric descrive quei momenti come un bivio in cui la sua volontà è stata annullata dal desiderio del partner, pur riconoscendo la propria responsabilità finale nell’aver assecondato quella richiesta. Il racconto è interrotto dalle lacrime, segno di una ferita che il tempo non ha saputo rimarginare, trasformando il ricordo in un macigno che ancora oggi grava sulla sua salute psicologica.

Le dichiarazioni di Nina Moric colpiscono duramente anche per il modo in cui descrivono l’atteggiamento di Fabrizio Corona in quella circostanza. Secondo la versione della donna, l’uomo non solo spinse per l’aborto, ma avrebbe addirittura dato dei nomi ai feti pur sapendo che la procedura era già stata fissata. L’accusa più grave riguarda però il comportamento successivo: la modella sostiene che Corona si vantasse della situazione nei bar, trasformando una tragedia privata in un trofeo di cinismo da esibire nel proprio ambiente sociale. Questo dettaglio dipinge un quadro di profonda insensibilità emotiva, che Nina usa per definire l’ex marito come un pagliaccio, una figura che avrebbe sempre privilegiato l’apparire e il controllo sulla realtà rispetto ai sentimenti e alla tutela della vita familiare.

Il movente economico

Fabrizio Corona, dal canto suo, non nega l’accaduto all’interno della docu-serie, ma fornisce una prospettiva diversa, legata alla sua ossessione per il successo e per il denaro. L’ex agente fotografico ammette di aver convinto Nina ad abortire perché, all’epoca, non si sentiva finanziariamente pronto a sostenere una famiglia secondo i canoni di lusso che desiderava. Corona descrive quel momento come il punto di origine della sua patologica rincorsa ai guadagni esorbitanti. La sua analisi è fredda, quasi clinica: l’aborto viene presentato come una scelta di pianificazione, una rinuncia necessaria per poter poi costruire un impero economico. Definisce la sua scalata al successo successiva come un capolavoro, termine che stride fortemente con il dolore espresso dalla Moric, evidenziando una distanza siderale tra i due modi di interpretare la sofferenza passata.

Le conseguenze attuali

L’impatto di questo segreto svelato non riguarda solo il passato, ma getta luce sulle dinamiche attuali della famiglia. Dopo quell’aborto, la coppia ebbe poi un figlio, Carlos Maria, che oggi ha 23 anni e si trova spesso al centro delle contese legali e mediatiche tra i genitori. Nina Moric ha recentemente accusato Corona di essere un padre assente e di non contribuire nemmeno alle spese mediche per il figlio, nonostante le ostentazioni di ricchezza mostrate nei video e sui social. La modella suggerisce che il trauma dell’aborto gemellare sia stato il catalizzatore di tutti i suoi problemi successivi, una sorta di punto di rottura che ha segnato l’inizio di un declino personale fatto di conflitti e instabilità.

La pubblicazione di questi dettagli privati all’interno di un prodotto di intrattenimento come una serie Netflix solleva interrogativi sulla gestione del dolore e sulla sua spettacolarizzazione. Se per Corona questo racconto sembra essere l’ennesimo tassello di una narrazione volta a costruire il proprio mito di uomo spietato e ambizioso, per Nina Moric appare come un disperato tentativo di essere ascoltata e compresa. La donna ribadisce di non andare fiera di quanto accaduto, ma la necessità di esternarlo dopo anni di silenzio suggerisce quanto il peso di quel segreto fosse diventato insostenibile. La verità che emerge da Io sono notizia è quella di un legame che, pur essendo finito da tempo a livello legale, continua a tormentare i protagonisti attraverso i fantasmi di ciò che sarebbe potuto essere e che non è stato permesso di nascere.

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