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Iran, da 24 ore blackout Internet. Le proteste continuano: 51 manifestanti uccisi

Pubblicato: 09/01/2026 19:25

Da oltre 24 ore l’Iran è isolato dalla rete. Le autorità hanno imposto un blackout quasi totale di Internet nel pieno delle proteste antigovernative, limitando drasticamente le comunicazioni nel Paese. A denunciarlo è l’osservatorio internazionale NetBlocks, che monitora la libertà della rete a livello globale.

«Sono ormai passate 24 ore da quando l’Iran ha implementato un blocco nazionale di Internet», ha dichiarato l’organizzazione, sottolineando come la connettività sia crollata all’1% dei livelli ordinari. Un oscuramento senza precedenti, che di fatto impedisce ai cittadini di informarsi e comunicare con l’esterno.

Il blackout arriva in un momento di forte tensione sociale, con manifestazioni che proseguono da quasi due settimane in diverse città del Paese. Le proteste sono esplose in seguito al forte aumento del costo della vita, che ha colpito duramente ampie fasce della popolazione.

Secondo le autorità, la misura sarebbe necessaria per ristabilire l’ordine pubblico. Ma per osservatori e attivisti si tratta di un tentativo di silenziare il dissenso e impedire la diffusione di immagini e notizie sulle repressioni in corso.

A lanciare un ulteriore allarme è Iran Human Rights, organizzazione non governativa con sede in Norvegia, che monitora le violazioni dei diritti umani nel Paese. Il bilancio delle vittime continua a salire giorno dopo giorno.

«Almeno 51 manifestanti sono stati uccisi nei primi tredici giorni della nuova ondata di proteste», riferisce l’ong. Tra le vittime figurano anche nove bambini sotto i 18 anni, un dato che aggrava ulteriormente la portata della repressione.

Oltre ai morti, l’organizzazione segnala centinaia di feriti, molti dei quali colpiti durante interventi delle forze di sicurezza. Le informazioni restano frammentarie proprio a causa del blocco delle comunicazioni.

Il blackout di Internet rappresenta una strategia già adottata in passato dalle autorità iraniane nei momenti di crisi, per controllare il flusso delle informazioni e ridurre l’impatto mediatico delle proteste a livello internazionale.

Intanto cresce la preoccupazione della comunità internazionale, mentre attivisti e organizzazioni per i diritti umani chiedono la riapertura immediata della rete e la fine della violenza. Ma sul terreno, tra repressione e isolamento digitale, la situazione resta estremamente critica.

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