
L’opposizione in Venezuela ha confermato la scarcerazione di Virgilio Laverde, coordinatore giovanile nello Stato di Bolívar di Vente Venezuela, la piattaforma politica guidata da Maria Corina Machado.
A rendere nota la liberazione è stato direttamente il comitato di Vente Venezuela, che in un messaggio pubblico ha confermato l’uscita dal carcere dell’attivista. Nel post si sottolinea come Laverde “non avrebbe mai dovuto finire dietro le sbarre”, ribadendo la natura politica della sua detenzione.
Il movimento di opposizione ha inoltre chiesto la piena libertà di tutti i prigionieri politici ancora detenuti nel Paese.
Il bilancio delle scarcerazioni
La liberazione di Laverde si aggiunge a quella di altri nove prigionieri politici rilasciati nelle ultime settimane, secondo quanto riferito dall’organizzazione non governativa Foro Penal.
Nonostante queste scarcerazioni, la situazione resta critica: Foro Penal stima che nelle carceri venezuelane vi siano ancora 810 prigionieri politici, tra cui 87 cittadini stranieri, compresi detenuti con doppia nazionalità. I dati aggiornati sono disponibili sul sito ufficiale di Foro Penal.
Il contesto diplomatico
La notizia arriva mentre sul piano internazionale cresce l’attenzione sulla situazione dei detenuti politici in Venezuela. In questo contesto si inserisce anche l’iniziativa di Palazzo Chigi, che ha scritto al presidente dell’Assemblea nazionale venezuelana Jorge Rodríguez per sollecitare la liberazione di Alberto Trentini.
La scarcerazione di Virgilio Laverde rappresenta così un nuovo segnale, seppur limitato, in un contesto ancora segnato da forti tensioni politiche e da una persistente emergenza sul fronte dei diritti civili.
Chi è Virgilio Laverde
Virgilio Laverde è un attivista politico venezuelano e ricopre il ruolo di coordinatore giovanile nello Stato di Bolívar per Vente Venezuela, il movimento di opposizione fondato e guidato da Maria Corina Machado. È considerato una delle figure di riferimento dell’organizzazione sul territorio per le attività di mobilitazione politica e di coordinamento dei giovani militanti. La sua detenzione era stata denunciata dall’opposizione come arbitraria e di natura politica, inserendosi nel più ampio quadro delle repressioni nei confronti di esponenti e sostenitori delle forze anti-governative nel Paese.


