
Non è la prima volta che i nomi di Jessica e Jacques Moretti finiscono sotto la lente della giustizia vallesana. I titolari del bar Le Constellation, divenuto tragicamente noto dopo i fatti di Capodanno a Crans-Montana, si trovano nuovamente al centro dell’attenzione giudiziaria. In attesa della convalida del fermo di Jacques Moretti, emergono ora alcuni precedenti che, pur non avendo mai portato a condanne, delineano un rapporto complesso e ripetuto con le autorità di controllo del Canton Vallese.
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I precedenti giudiziari dei titolari di Le Constellation
Secondo quanto riportato dalla stampa svizzera, una prima indagine avrebbe coinvolto i coniugi Moretti nel 2020, nel pieno della pandemia. In quel periodo le autorità vallesane avevano avviato verifiche sull’utilizzo dei prestiti Covid concessi agli esercizi pubblici per fronteggiare la crisi economica. Il bar Le Constellation avrebbe beneficiato di un finanziamento pari a 75.500 franchi, una cifra corrispondente a circa il dieci per cento del fatturato dell’attività.
Al centro degli accertamenti vi sarebbe stato l’impiego di una parte di quella somma per l’acquisto di una Maserati del valore di oltre 33mila franchi, che si sarebbe aggiunta a un parco auto già particolarmente rilevante, comprendente una Mercedes, una Bentley e una Porsche Cayenne. Un elemento che aveva sollevato sospetti su un possibile utilizzo improprio dei fondi pubblici destinati al sostegno delle imprese colpite dalla pandemia.

L’esito dell’indagine sui prestiti Covid
Dopo circa un anno di accertamenti, l’inchiesta si era però conclusa senza conseguenze penali. Le autorità avevano stabilito che non sussistevano gli elementi di reato, poiché i gestori del locale avevano dimostrato che la Maserati non fosse un bene privato, ma risultasse regolarmente iscritta nei registri contabili dell’esercizio pubblico. Una spiegazione che aveva portato all’archiviazione del procedimento, lasciando i coniugi Moretti senza alcuna imputazione formale.

I controlli sulle condizioni di lavoro
Un secondo fronte si era aperto nel 2022, quando la coppia era finita nel mirino dell’Ispettorato del Lavoro. In questo caso, l’attenzione delle autorità era stata sollecitata dalle denunce presentate da diversi dipendenti, relative alle condizioni di lavoro sia nel bar Le Constellation sia nel ristorante Le Senso, anch’esso gestito dai Moretti.
Nei reclami si parlava di orari non rispettati, lavoro notturno non retribuito e periodi di riposo insufficienti, accuse che avevano portato gli ispettori a effettuare controlli direttamente nei locali. Tuttavia, sui risultati di quelle verifiche non sono mai stati diffusi dettagli ufficiali, lasciando senza risposte definitive le contestazioni sollevate dai lavoratori.
Un passato che torna d’attualità
Alla luce della tragedia di Crans-Montana e dell’attuale procedura giudiziaria in corso, questi precedenti tornano ora al centro del dibattito pubblico. Pur in assenza di condanne, le vicende che hanno coinvolto Jessica e Jacques Moretti negli ultimi anni contribuiscono a delineare un quadro che alimenta interrogativi e attenzione mediatica. In attesa delle decisioni della magistratura, il passato giudiziario dei titolari di Le Constellation si intreccia inevitabilmente con il presente, riaccendendo i riflettori su una gestione già più volte finita sotto osservazione.


