
Tra urla, passi affrettati e respiri affannati, una folla compatta si muoveva tra le strade della città. I manifestanti, giovani e meno giovani, avanzavano con determinazione lungo i marciapiedi, scandendo slogan e alzando cartelli colorati. Il sole del pomeriggio filtrava tra i palazzi, ma non riusciva a mitigare la tensione che si percepiva nell’aria. Ogni rumore improvviso attirava gli sguardi, e l’ansia cresceva mentre la manifestazione si spostava verso il centro della città.
I partecipanti si muovevano con attenzione, cercando di evitare ostacoli e altri manifestanti. Alcuni filmavano con i telefoni cellulari, altri applaudivano o gridavano slogan di solidarietà verso chi, dall’altra parte del mondo, lottava per i propri diritti. L’atmosfera, inizialmente pacifica, trasmetteva però una sensazione di precarietà: bastava un attimo di distrazione per trasformare la marcia in un momento pericoloso.
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Incidente durante la manifestazione
La situazione è degenerata intorno alle 15:30, lungo Veteran Avenue, nei pressi del Federal Building nel quartiere di Westwood. Un camion della società di noleggio U-Haul ha improvvisamente attraversato la folla, investendo almeno un manifestante. Secondo quanto comunicato dal dipartimento di polizia di Los Angeles, si tratta di un uomo adulto, fortunatamente senza ferite gravi. Sul posto sono immediatamente intervenuti i soccorritori, che hanno prestato assistenza alla vittima.
L’autista del veicolo, anch’egli un uomo adulto, è stato subito arrestato dalle autorità, in attesa di ulteriori accertamenti. La sua identità non è stata ancora resa nota. Secondo i media locali, alla manifestazione partecipavano centinaia di persone riunite per esprimere solidarietà ai cittadini iraniani impegnati nelle proteste anti-regime.

Scene di panico e tensione
Numerosi video diffusi sui social mostrano il camion avanzare tra la folla compatta, mentre i manifestanti cercano disperatamente di mettersi in salvo. In alcune immagini si vede una persona aggrapparsi al lato del veicolo, colpendo il finestrino mentre il camion è ancora in movimento. Sul mezzo erano affissi striscioni con slogan politici, tra cui: «No scià. No regime. Usa: non ripetere il 1953. No mullah», accompagnati da messaggi in lingua straniera.
Dopo l’arresto, le immagini mostrano momenti di forte tensione: alcune persone tentano di colpire l’autista o di trascinarlo fuori dal camion. Durante la confusione, diversi finestrini del veicolo sono stati infranti. La scena ha scosso i presenti e lasciato segni di paura tra chi stava partecipando alla manifestazione in modo pacifico.
🚨 BREAKING: Iranians in Los Angeles under attack
— Tousi TV (@TousiTVOfficial) January 12, 2026
A truck was driven into the crowd at anti-Islamic Republic protest. pic.twitter.com/K2tKWJr8no
Indagini in corso
Le forze dell’ordine hanno avviato un’accurata raccolta di testimonianze e video per chiarire la dinamica dei fatti. L’obiettivo è stabilire eventuali responsabilità penali dell’autista e ricostruire con precisione l’accaduto. Il dipartimento di polizia ha confermato che nessun altro manifestante ha riportato gravi ferite, ma l’episodio ha comunque generato un clima di paura tra i partecipanti e la comunità locale.
Le autorità stanno anche valutando eventuali motivazioni politiche e la presenza di messaggi sui social correlati all’evento. L’incidente evidenzia come anche manifestazioni pacifiche possano trasformarsi in situazioni di rischio, soprattutto quando mezzi motorizzati attraversano zone affollate.
La solidarietà internazionale in città
Nonostante il panico e l’incidente, la manifestazione aveva come cuore il sostegno ai cittadini iraniani impegnati contro il regime. Centinaia di persone hanno continuato a marciare, gridando slogan di libertà e pace. L’episodio del camion ha messo in evidenza la tensione che circonda temi politici internazionali, anche a migliaia di chilometri dai luoghi delle proteste.
In città come Los Angeles, con comunità internazionali molto attive, gli eventi di questo tipo richiamano l’attenzione sulla sicurezza durante le manifestazioni e sull’importanza di coordinamento tra organizzatori e forze dell’ordine.


