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Crans-Montana, convalidato l’arresto di Jacques Moretti

Pubblicato: 12/01/2026 13:12

È stato convalidato l’arresto di Jacques Moretti, titolare del bar Le Constellation di Crans-Montana, in Svizzera, teatro della strage di Capodanno costata la vita ad almeno 40 persone. La decisione è arrivata dal Tribunale cantonale del Vallese, che ha disposto per l’uomo una custodia cautelare di tre mesi.

Secondo quanto riportato dai media svizzeri, alla base del provvedimento c’è il pericolo di fuga. Moretti è accusato di omicidio colposo, lesioni colpose e incendio colposo, reati contestati dopo le prime risultanze dell’inchiesta sull’incendio scoppiato all’1.30 del primo gennaio.

Il rogo si è sviluppato all’interno del locale durante una festa di San Silvestro affollata, con una presenza stimata tra le 300 e le 400 persone, circa il doppio rispetto al consentito. Le fiamme, secondo gli inquirenti, sarebbero state innescate dalle fontane pirotecniche applicate alle bottiglie di champagne, entrate in contatto con pannelli fonoassorbenti non ignifughi.

A raccontare quei momenti è Jessica Moretti, moglie del titolare, interrogata come testimone. «All’improvviso ho visto fiamme arancioni in un angolo del bar», ha dichiarato. La donna ha cercato di far evacuare i presenti, riuscendo a raggiungere l’ingresso principale, prima che la scala stretta e ripida diventasse una trappola mortale per decine di giovani.

Quando Jacques Moretti arriva sul posto tenta inutilmente di entrare dalla veranda anteriore, poi si dirige verso la porta di servizio posteriore, che avrebbe dovuto funzionare come uscita di sicurezza. «Era chiusa e bloccata dall’interno», ha ammesso lo stesso Moretti. Una volta forzata, l’uomo trova decine di feriti e una vittima, la cameriera 24enne Cyane Panine.

I soccorsi all

Le indagini hanno evidenziato gravi carenze nella sicurezza del locale. Moretti ha dichiarato di aver ristrutturato il bar dopo l’acquisto nel 2015, ammettendo di aver installato personalmente il materiale fonoassorbente acquistato in un negozio di bricolage. I dipendenti, inoltre, non avrebbero ricevuto una formazione antincendio.

Secondo gli investigatori, anche l’uscita di sicurezza del piano interrato sarebbe stata bloccata la notte della tragedia. Una circostanza confermata da un sopralluogo congiunto tra polizia svizzera e funzionari italiani del Ministero dell’Interno, effettuato il 4 gennaio.

La difesa di Moretti e il video

Moretti già poche ore dopo la tragedia ha tentato di difendere la regolarità del locale: «C’è tutto secondo gli standard, ci sono almeno quattro indicatori per le uscite di emergenza». Moretti ha provato a respingere le responsabilità anche sull’innesco del rogo. Sebbene sia ormai accertato che l’incendio sia partito dalle “fontane luminose” applicate alle bottiglie di champagne, l’uomo ha dichiarato agli inquirenti di aver effettuato dei test personali sulla spugna fonoassorbente che rivestiva il soffitto basso del locale. «Le fontane non erano abbastanza potenti per incendiare la schiuma acustica, avevo fatto dei test», ha sostenuto, nonostante il materiale fosse stato acquistato in un comune negozio di bricolage e posato artigianalmente dallo stesso proprietario.

A smentire la proprietà sono però i fatti e i documenti video che incastrano i gestori. Se Jessica Moretti (attualmente ai domiciliari) ha dichiarato che ai clienti non veniva mai permesso di maneggiare bottiglie con fontane pirotecniche, numerosi filmati mostrano una realtà ben diversa. L’elemento più pesante nel fascicolo degli inquirenti è un video del 2020 registrato proprio nel seminterrato: nelle immagini si vede una cameriera urlare «attenti alla spugna», mentre trasporta in trionfo una bottiglia costosa con la fontana di scintille accesa. Un dettaglio che dimostra come lo staff fosse perfettamente consapevole della pericolosità di quel soffitto, rivestito di materiale fonoassorbente altamente infiammabile acquistato in un negozio di bricolage e posato artigianalmente dallo stesso Jacques Moretti.

È proprio nel seminterrato che si è consumata la parte più drammatica della tragedia: 37 delle 40 vittime sono morte lì. «Trentaquattro corpi erano accatastati ai piedi della scala», riferisce il verbale, mentre altri sono stati trovati davanti a una porta inutilizzabile o all’esterno del locale.

Jacques Moretti si è detto «devastato e responsabile», definendo l’accaduto «il dramma della mia vita». La moglie Jessica ha parlato di un dolore impossibile da superare. Intanto l’inchiesta prosegue per accertare responsabilità penali e omissioni nei controlli, mentre la Svizzera resta sotto shock per una delle peggiori tragedie in un locale notturno degli ultimi anni.

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Ultimo Aggiornamento: 12/01/2026 16:34

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