
Certi scenari si comprendono appieno solo seguendo la scia del profitto. Dietro i riflessi dorati di Crans-Montana, la tragedia che ha sconvolto le vette svizzere sembra avere un’origine tristemente materiale. Ormai è chiaro: servono «almeno 100 mila franchi». Una somma enorme che non doveva essere accumulata nell’arco dell’intera stagione, «ma nelle sole prime ore di Capodanno, indicativamente tra l’una e le due».
La ricostruzione di quella notte al Le Constellation delinea un quadro dove la sicurezza ha ceduto il passo alla frenesia del guadagno. Decine di ragazzi sono stati fatti entrare perché «quella notte la proprietà era decisa a guadagnare rapidamente una cifra considerevole». Mentre la co-proprietaria Jessica Moretti esortava i dipendenti a correre e i dj ad alzare il volume, il locale si riempiva oltre ogni limite ragionevole, sostenuto da prezzi vertiginosi per ogni singola consumazione.
La gestione dei Moretti e le ombre sui rapporti interni
Il cuore dell’inchiesta tocca però un nervo ancora più scoperto: il trattamento riservato a chi in quel locale ci lavorava. Durante gli interrogatori, Jessica e il marito Jacques hanno puntato il dito contro Cyane Panine, definita come «la ragazza con il casco», colpevole secondo loro di essere salita sulle spalle di un giovane con le candele accese: «L’ha fatto di sua iniziativa». Una versione che stride con l’immagine di affetto che i proprietari cercavano di proiettare, definendo la giovane «come una figlia». A smentire radicalmente questo legame sono stati i genitori della vittima, Jerome e Astrid, che tramite l’avvocata Sophie Haenni hanno chiarito come tra loro ci fossero «solo rapporti professionali». Le prove risiederebbero nei messaggi rimasti: «Cyane si sentiva sfruttata. Aveva consultato i sindacati e si era rivolta al tribunale del lavoro di Sion, per far valere i propri diritti».
L’analisi dei presenti rivela inoltre lacune inquietanti nella memoria della proprietà. Se Jessica ha elencato come lavoratori «Gaëtan, Matthieu, Ambre, Louise, Cyane», la lista reale appare più lunga e tragica. Tra i nomi dimenticati figurano altre vittime, come il deejay 23enne Matéo Lesguer. Il legale Jean-Claude Guidicelli è stato lapidario nel descrivere la figura di Moretti al Corriere della Sera: «è noto, è un uomo d’affari, pensava solo a l’argent, l’argent, l’argent, ovvero i soldi. Era il segreto di Pulcinella». Anche le testimonianze dei superstiti, come il cuoco Adrien, descrivono turni massacranti tra i vari locali del gruppo, dal Vieux Chalet al Senso. Mentre la politica si muove, con il sottosegretario Alfredo Mantovano che annuncia come «l’Italia chiede che la Commissione europea si costituisca parte civile», resta il peso di una tragedia che la cooperazione internazionale cercherà di trasformare in giustizia per le famiglie colpite.


