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Raffica di colpi, ucciso così davanti a tutti. Poi la scoperta: chi è la vittima

Pubblicato: 15/01/2026 21:51

Un agguato di chiara matrice mafiosa ha insanguinato Foggia. Alessandro Moretti, 34 anni, è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco in via Sant’Antonio, in un attacco che riporta l’attenzione sulla violenza della criminalità organizzata foggiana.

Secondo una prima ricostruzione, Moretti si trovava a bordo di uno scooter quando è stato affiancato e raggiunto dai proiettili. L’azione è stata rapida e mirata, tipica di un regolamento di conti. Le modalità dell’esecuzione fanno pensare a un agguato studiato nei dettagli.

I sanitari del 118 sono intervenuti immediatamente, prestando i primi soccorsi al 34enne, che è stato trasportato d’urgenza in ospedale. Le sue condizioni, però, sono apparse fin da subito gravissime e Moretti è morto poco dopo il ricovero.

La vittima era nipote di Rocco Moretti, uno dei nomi storici della mafia foggiana, elemento che rafforza l’ipotesi di un delitto maturato all’interno degli equilibri criminali del territorio. Gli investigatori stanno ora ricostruendo i rapporti e le ultime frequentazioni della vittima.

Alessandro Moretti era noto alle forze dell’ordine. Il suo nome compare in diversi procedimenti giudiziari sin da quando, ancora giovane, insieme a un complice, aveva minacciato un testimone dell’omicidio di Gianluca Tizzano, avvenuto il 22 marzo 2011, nel tentativo di farlo ritrattare.

Negli anni successivi il 34enne era emerso anche nelle inchieste antimafia. In particolare, nelle intercettazioni dell’operazione “Ripristino” del 28 gennaio 2016, Moretti veniva ascoltato mentre parlava dell’ipotesi di uccidere un ispettore capo della squadra mobile di Foggia, Angelo Sanna.

Il suo curriculum giudiziario è pesante. Moretti aveva riportato una condanna a 7 anni e 4 mesi e un’ulteriore pena di 4 anni per reati che andavano dalla tentata estorsione al danneggiamento e alle lesioni.

Nel corso degli anni era stato inoltre accusato di reati legati a droga, armi, furto e resistenza a pubblico ufficiale, delineando un profilo criminale consolidato e inserito nei circuiti della malavita locale.

Ora spetta agli inquirenti individuare i responsabili dell’omicidio. L’ipotesi principale è quella di una resa di conti interna alla mafia foggiana, in un contesto segnato da tensioni e rivalità che continuano a sfociare in violenza armata. Un nuovo omicidio che conferma come la guerra criminale a Foggia sia tutt’altro che finita.

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