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Crans-Montana, le dieci ore di buco di Moretti. “Tentò di inquinare le prove”

Pubblicato: 16/01/2026 07:34

Nel caos seguito al devastante incendio di Crans-Montana, emergono vuoti, silenzi e documenti scomparsi. In poche settimane, le tracce digitali del locale finiscono nel nulla, tanto che l’avvocato Romain Jordan chiede formalmente alla procura di ordinare a Facebook la consegna di tutti i dati utili. Richiesta respinta il 6 gennaio dalla pm, poi sostituita da tre colleghi.

Agli investigatori, Jacques Moretti sostiene che le carte della ristrutturazione del 2015, quella che avrebbe portato all’installazione della schiuma infiammabile, siano andate perdute. Prima per un’“inondazione” durante il periodo Covid, poi per una seconda alluvione che avrebbe colpito l’ufficio tre mesi fa, costringendo a buttare «molti documenti contabili danneggiati».

Mentre Moretti è in carcere e la moglie è sottoposta a divieto di espatrio, le telecamere del Tg1 riprendono membri dello staff intenti a svuotare scatoloni e mobili da Le Vieux Chalet, altro locale della coppia. Il trasloco avviene mentre una segnalazione anonima invita a indagare sulla fonte dei finanziamenti dell’impero commerciale.

Dettaglio della scala interna del locale di Crans-Montana coinvolta nell’incendio

«Per le vittime è fondamentale un’inchiesta completa e preservata da distruzioni di documenti o manovre collusive», afferma a Repubblica l’avvocato Albert Habib, che rappresenta alcune delle famiglie. «Solo così ci si può avvicinare alla verità».

Intanto gli inquirenti ricostruiscono minuto per minuto la notte dell’incendio. Jacques racconta di essere stato avvertito dalla moglie Jessica e di essersi precipitato al Constellation, forzando una porta di servizio chiusa a chiave. «All’interno abbiamo trovato cinque o sei persone a terra», dichiara.

Una versione simile arriva da Paolo Campolo, soccorritore italiano, che però fa riferimento a un’altra uscita: una porta a vetri nella galleria laterale. «C’erano corpi contro il vetro», racconta. «Abbiamo forzato la maniglia per aprire». Campolo ricorda anche un uomo che parlava italiano e intimava di non toccare le vittime.

A colpirlo è soprattutto un dettaglio inquietante: «Un tavolo bloccava il passaggio. Ho avuto l’impressione che fosse stato messo lì per impedire l’evacuazione dei feriti». Campolo non cita mai Jacques, ma le testimonianze vengono incrociate dagli investigatori.

Gli spostamenti di Moretti vengono analizzati nel dettaglio, anche perché l’uomo viene arrestato sei giorni dopo e ora punta alla libertà su cauzione. La procura passa al setaccio il suo patrimonio: una villa a Lens da 820 mila franchi, una seconda proprietà da 410 mila e una ristrutturazione del locale costata 324 mila, senza mutui né prestiti.

Secondo Le Nouveliste, i coniugi Moretti fatturano 750 mila franchi l’anno, con un utile di 190 mila. In Svizzera la cauzione è proporzionata al reddito e potrebbe arrivare a un milione di franchi. La procura ha ordinato una radiografia completa dei beni, chiedendo a sei comuni di verificare l’eventuale possesso di terreni e, in caso positivo, di procedere con un blocco cautelare.

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Ultimo Aggiornamento: 16/01/2026 07:37

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