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Garlasco, la decisone shock: cambia tutto nell’inchiesta

Pubblicato: 16/01/2026 11:51

La Cassazione ha respinto il ricorso della Procura di Brescia contro l’ordinanza del Tribunale del Riesame che, lo scorso 17 novembre, aveva annullato il secondo decreto di sequestro emesso dai pm nei confronti dell’ex procuratore di Pavia, Mario Venditti.

Il decreto, eseguito il 24 ottobre, riguardava dispositivi elettronici tra cui telefonini, pc e tablet, nell’ambito del filone di indagini sul caso Garlasco, in cui Venditti è accusato di corruzione in atti giudiziari.

Con la decisione della Suprema Corte, dunque, si è registrato un rigetto totale del ricorso dei pm, confermando la bocciatura del sequestro stabilita dal Riesame.

Immagine di repertorio sul caso Garlasco con riferimenti a Stasi e Sempio

Secondo quanto rilevato dai giudici, il provvedimento dei pm non aveva indicato parole chiave specifiche per le analisi e l’arco temporale era troppo ampio, rendendo le ricerche eccessivamente generiche.

L’avvocato di Venditti, Domenico Aiello, aveva sottolineato nel ricorso che gli investigatori non avevano circoscritto adeguatamente il perimetro delle indagini, mettendo a rischio dati sensibili e personali del suo assistito.

Il Tribunale del Riesame aveva già evidenziato che le modalità di sequestro dei dispositivi rischiavano di violare la privacy e i diritti fondamentali dell’ex magistrato, senza fornire garanzie proporzionate.

Il caso, legato al delitto di Garlasco, rimane al centro dell’attenzione mediatica e giudiziaria, in quanto coinvolge figure istituzionali e mette in luce aspetti delicati del sistema giudiziario italiano.

La decisione della Cassazione chiude momentaneamente la partita sul sequestro dei dispositivi, ma le indagini nei confronti di Venditti proseguono su altri fronti, mantenendo alta la tensione legata alle responsabilità nel filone della corruzione.

Per gli esperti di diritto e per l’opinione pubblica, la sentenza rappresenta un richiamo alla necessità di bilanciare strumenti investigativi e diritti individuali, soprattutto quando si tratta di indagini su ex magistrati e dati digitali sensibili.

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