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Orrore nel cimitero italiano, nipote va a trovare la nonna ma… Terrificante. Cos’ha visto

Pubblicato: 16/01/2026 14:23

Il mistero avvolge i viali del cimitero di Novara, dove una vicenda dai contorni inquietanti sta tormentando la famiglia di Rossella Aloisio. Quello che doveva essere un luogo di pace si è trasformato in un rompicapo burocratico e umano: un loculo vuoto e il feretro della nonna, la signora Margherita Trovati, vedova Aspergius, letteralmente svanito nel nulla. La donna era stata tumulata nel loculo numero 22 nel lontano 1965, all’interno di uno spazio acquistato con una concessione perpetua di 99 anni. Accanto a lei, nel numero 21, riposava il marito Angelo. Tuttavia, oggi la realtà è sconcertante: “Il feretro di mia nonna risulta scomparso e nessun responsabile è in grado di spiegarmi dove sia finito”, ha dichiarato con amarezza la nipote, dando voce a una sofferenza che va oltre la semplice perdita.

Un’assenza inspiegabile tra registri e realtà

La cronologia degli eventi aggiunge dettagli ancora più confusi alla vicenda. Nel 2012 erano state effettuate alcune operazioni di spostamento interno: “si è proceduto all’esumazione della salma di Angelo Aspergius, i cui resti sono stati posti in una cassetta in zinco e ricollocati nel loculo 21 insieme alla bara di mia mamma Giuseppina Aspergius mentre la salma di mia nonna, essendo mummificata, fu reinserita nel 22″. Il vuoto è emerso solo dodici anni dopo, in occasione della scomparsa di Nicola, padre di Rossella. Al momento di aprire il loculo per accogliere le sue ceneri, l’amara sorpresa: “siamo stati costretti a tumularle nel loculo 21… poiché rimuovendo la lastra di marmo, il loculo 22 è stato trovato completamente vuoto”. Nonostante il database online del cimitero indichi la salma ancora presente in quella posizione, la realtà fisica smentisce i registri.

Rossella Aloisio ha cercato risposte ovunque, temendo scenari oscuri: “Spero che dietro non ci sia un macabro mercato”, ha confessato, dopo aver verificato l’assenza di qualsiasi atto ufficiale che giustificasse un trasferimento. La battaglia legale intrapresa non ha portato, per ora, i frutti sperati. Dopo un esposto in Questura e l’apertura di un fascicolo in Procura a Novara, il caso ha subito una battuta d’arresto definitiva. “Le indagini per accertare le responsabilità sono terminate con un’archiviazione, con l’aggravante della mancata notifica al nostro domicilio”, conclude la donna, denunciando un muro di gomma istituzionale. Mentre l’amministrazione cimiteriale resta in silenzio, una domanda continua a tormentare la famiglia: che fine ha fatto Margherita?

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