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Federica Torzullo uccisa ad Anguillara: le tre ore nel vuoto, il sangue e il camion ripulito

Pubblicato: 19/01/2026 07:49

Le bugie cominciano la mattina del 9 gennaio, quando Claudio Agostino Carlomagno si presenta dai carabinieri per denunciare la scomparsa della moglie, Federica Torzullo, 41 anni. Racconta che la donna sarebbe uscita a piedi dalla villetta di via Costantino, ad Anguillara Sabazia, senza prendere l’auto. Una versione che si incrina subito: la telecamera esterna riprende Federica rientrare a casa la sera prima, ma non la inquadra mai mentre esce.

Nelle immagini compare invece il suv bianco del marito che lascia il cancello intorno alle 7 del mattino. Da lì si apre un buco di tre ore: Carlomagno arriva al lavoro solo verso le 10, spiegando il ritardo con una sosta al bar che però non trova alcun riscontro. Federica, al contrario, non arriva mai al suo turno all’ufficio postale di Fiumicino. Un’assenza che allarma colleghi e familiari: la donna è descritta come precisa, puntuale, con la giornata già organizzata per partire con il figlio e i genitori verso la Basilicata.

Gli ultimi messaggi con la madre sono freddi, anomali. L’ultimo alle 8.20. Poi il silenzio. Intanto emerge un dettaglio che pesa: quella mattina Carlomagno aveva telefonato alla colf chiedendole di non presentarsi in casa. Un tassello che gli investigatori della Compagnia di Ostia e la Procura di Civitavecchia inseriscono subito nella ricostruzione.

La svolta arriva con l’analisi del gps. I tracciati dell’auto e di un camion usato per lavoro mostrano spostamenti ripetuti tra i terreni dell’azienda di famiglia. In casa e sul mezzo vengono trovate copiose tracce di sangue. Un testimone riferisce di aver visto il 45enne ripulire il cassone con una pompa il pomeriggio stesso della scomparsa.

Messo di fronte a elementi giudicati «gravi, precisi e concordanti», Carlomagno viene invitato a collaborare. Poche ore dopo, in un terreno a meno di tre chilometri dalla villetta, affiora una mano: è il corpo di Federica Torzullo. A quel punto cade ogni versione alternativa. L’uomo viene arrestato e trasferito in carcere. Resta ora da chiarire se all’omicidio volontario si aggiungerà l’aggravante della premeditazione, nodo affidato al confronto tra interrogatorio e risultati dell’autopsia.

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