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“Morta così”. Rossella trovata nel lago, svolta nel caso grazie all’autopsia

Pubblicato: 21/01/2026 10:27

La verità giudiziaria, ora, coincide con quella emersa fin dai primi istanti dopo la tragedia. La morte di Rossella Zanin, avvenuta nel tardo pomeriggio del 20 ottobre 2024, è stata il risultato di una tragica fatalità. Lo ha stabilito l’autopsia disposta dalla Procura di Rovigo, che ha escluso qualsiasi segno di violenza sul corpo della donna e ha confermato come il decesso sia avvenuto per annegamento. Nessuna mano esterna, nessun gesto volontario, nessuna ombra su una vicenda che aveva profondamente colpito la comunità.

Gli accertamenti condotti nelle settimane successive hanno permesso di ricostruire non solo gli ultimi istanti di vita della 59enne, ma anche il suo contesto personale e relazionale. Elementi che hanno portato gli inquirenti a escludere ipotesi alternative e a orientare l’indagine verso una conclusione ormai definita.
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I risultati dell’autopsia e la decisione della Procura

L’esame autoptico ha fornito una conferma decisiva: Rossella Zanin è morta per annegamento e sul suo corpo non sono stati riscontrati altri segni compatibili con aggressioni o traumi sospetti. Un elemento fondamentale che ha rafforzato quanto emerso fin dalle prime verifiche effettuate dai carabinieri della compagnia di Este.

Alla luce di questi risultati, la Procura di Rovigo si appresta ora a chiedere l’archiviazione dell’indagine per istigazione al suicidio, aperta nei giorni successivi alla morte esclusivamente per consentire approfondimenti completi e senza lasciare margini di dubbio. Le verifiche su eventuali messaggi, telefonate o comportamenti anomali nella vita della donna non hanno restituito alcun elemento significativo.

La ricostruzione della tragedia al laghetto

I fatti risalgono al tardo pomeriggio di domenica 20 ottobre 2024, intorno alle 17.30, all’interno dell’area dell’Oasinostress di Deserto, un’oasi dedicata alla pesca sportiva. Rossella Zanin stava passeggiando attorno al laghetto insieme a un amico, che le aveva affidato per qualche minuto il proprio cane, un meticcio di nome Benny.

L’uomo si era allontanato di poco, fermandosi a parlare con alcuni pescatori. È stato proprio lui ad accorgersi per primo della donna in acqua, notandola a faccia in giù. L’allarme è scattato immediatamente e sul posto sono intervenuti i soccorritori del Suem, che hanno tentato a lungo le manovre di rianimazione. Ogni sforzo, però, si è rivelato inutile: Rossella era già priva di vita quando è stata riportata a riva.

Le ipotesi e l’assenza di responsabilità

Accanto al corpo della donna, i soccorritori avevano trovato anche il cane completamente bagnato, con guinzaglio e pettorina abbandonati sull’erba. Un dettaglio che ha alimentato alcune ipotesi iniziali: Rossella potrebbe essere scivolata mentre cercava di aiutare l’animale a uscire dall’acqua, oppure potrebbe essere stata colta da un malore improvviso durante la passeggiata.

Si tratta però di ricostruzioni che, pur restando plausibili, non incidono sull’esito dell’indagine. Ciò che è stato accertato con certezza è che non esistono responsabilità di terzi e che l’accaduto è stato frutto di una concatenazione di eventi imprevedibili.

Le indagini e il profilo di Rossella Zanin

Nel corso delle indagini, i carabinieri hanno ascoltato l’amico presente quel pomeriggio, i pescatori che si trovavano nei pressi del laghetto e i familiari della vittima. L’obiettivo era chiarire ogni aspetto della vita della donna, escludendo eventuali fragilità nascoste o situazioni di disagio.

Rossella Zanin era conosciuta a Este per il suo lavoro come addetta alle pulizie e per il suo impegno attivo nella Pro loco. Viveva nel quartiere Pilastro, in un appartamento di una palazzina popolare, insieme al fratello. Una figura molto apprezzata, descritta come generosa e sempre disponibile.

Il ricordo della comunità

A raccontare meglio di ogni atto giudiziario chi fosse Rossella sono le parole dei familiari. La sorella Francesca l’aveva ricordata come una donna “meravigliosa, sempre pronta ad aiutare tutti”, forse persino troppo buona, dedita quasi esclusivamente al lavoro e raramente ferma in casa. La sua improvvisa scomparsa aveva scosso profondamente il quartiere e chi la conosceva.

Oggi, con la verità ormai definita, resta il dolore di una perdita improvvisa e inspiegabile, ma anche la certezza che quanto accaduto al laghetto dell’Oasinostress sia stato solo il risultato di un destino crudele, senza colpe né ombre. Una tragedia che la giustizia si appresta a chiudere, lasciando spazio soltanto al ricordo di una vita semplice e generosa.

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