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God save the King: l’importanza di Re Carlo per l’Europa

Pubblicato: 22/01/2026 10:39

La NATO a trazione americana fin dalla nascita è ormai al capolinea, come lo è l’ONU tornato ad essere la debole Società delle Nazioni a cui Wilson non partecipò. Oggi si fanno Board che sono de facto dei consigli di amministrazione di interessi economici. Anche prima dietro la politica si muovevano grandi interessi economici, solo che erano prevalentemente pubblici oggi lo sono più privati, detenuti da Tycon, CEO, Autarchi e Sceicchi.


In questo quadro bipolare, nel senso psichiatrico più che geopolitico, è difficile per l’Europa, ed ovviamente per l’Italia, una possibilità di resistenza. Gli Europei sono abituati da decenni a pace e certezze, che questo quadro di tensioni continue a corrente alternata non consente.

Una terza via tra America autarchica e Asia invasiva è possibile? Il premier canadese, uno che ha vinto la campagna elettorale proprio resistendo all’aggressione politica di Trump, l’ha formulata. Esiste un vecchio consorzio di nazioni con un presidente ecumenico, con pochi poteri, e mite di aspetto. Uno che stava quasi rinunciando al trono per amore, come un suo prozio, Carlo re d’Inghilterra. Intorno alla corona inglese, in forme più romantiche, anche se a volte militari, c’è il Commonwealth, che comprende un’intera piattaforma continentale, l’Oceania, uno dei paesi più vasti e ricchi di materie prime del mondo, il Canada, ed un nugolo di isole, atolli e basi militari sparpagliate per il globo riecheggianti l’impero Britannico. Teoricamente parte dell’Africa e l’India appartengono anch’essi al trattato. Il Commonwealth, il cui nome è sufficientemente elastico, Benessere Comune, fosse allargato economicamente e militarmente all’Europa costituirebbe una piattaforma di nazioni sufficientemente vasta, piena di conoscenze, manifatture, e soprattutto materie prime, risorse per cui oggi si combatte nel mondo, da ritenersi autosufficienti e capaci di resistere a Russi, Americani, Cinesi e dir si voglia.


Quale potrebbe essere il primo passo? Riunirsi, come fecero gli Europei nel dopoguerra e fare un’alleanza strategica su Difesa, Moneta e strategie industriali, così cominciò la CECA poi diventata UE. Il Regno Unito confortato da Canadesi ed Australiani potrebbe, gli converrebbe, abbandonare il suo isolazionismo e staccare la spina al rapporto con l’ingombrante ed infedele ex colonia americana. Un Esercito comune, prima condizione, una borsa comune che ovviamente sarà Londra, una nuova moneta frutto della fusione di Euro e Sterlina, una nuova Banca Centrale, sono l’unica possibilità di sopravvivenza per paesi che hanno vecchie ed uniche origini culturali.

La prima mossa per mettersi insieme? Prenderci Noi, i nuovi/vecchi occidentali, la Groenlandia. Compriamola Noi, e prendiamoci le rotte di Artico e Pacifico. Un proverbio siciliano dice: cu accatta acchiana, cu vinne scinne (chi compra sale chi vende scende)

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