
È morto lo scorso 18 gennaio all’età di 83 anni David Thomas, storico Gioielliere della Corona britannica, l’uomo che per decenni ha lavorato nell’ombra dei grandi eventi della monarchia. Tagliò un anello dal dito dell’allora principe Carlo III, lucidò i Gioielli della Corona con semplice acqua e sapone, realizzò fedi nuziali reali, creò gioielli per Lady Diana e appuntò le onorificenze sulla bara della Regina Madre.
Nella Jewel House della Torre di Londra, Thomas iniziava ogni anno, già da gennaio, una lunga serie di incarichi ufficiali. Tra questi la manutenzione e la lucidatura dei gioielli di Stato, operazione che svolgeva utilizzando solo sapone neutro, per evitare qualsiasi danno a manufatti di valore inestimabile e dal forte significato simbolico.
Autorizzato a maneggiare i monili reali solo di notte, dopo la chiusura al pubblico, David Thomas era l’unica persona, oltre al sovrano, a poter toccare i gioielli della monarchia britannica. Oltre alla pulizia, si occupava anche di restauri e riparazioni, sempre seguendo protocolli rigidissimi.

Nominato Gioielliere della Corona dalla regina Elisabetta II nell’estate del 1991, dopo cinque anni alla storica Casa Garrard, Thomas fu il settimo a ricoprire l’incarico dalla sua istituzione nel 1843, voluta dalla regina Vittoria. Prima di lavorare per i Windsor, era stato gioielliere di fiducia delle famiglie reali di Norvegia, Malesia e Giordania.
Il primo incontro con la famiglia reale risale però alla fine degli anni Settanta, quando fu chiamato d’urgenza a Buckingham Palace per un incidente di polo che coinvolse il principe Carlo. Il futuro re si era ferito al braccio e l’anello con sigillo del Principe di Galles doveva essere rimosso. Thomas riuscì a tagliarlo senza danneggiare il dito, guadagnandosi la fiducia dell’erede al trono e il prestigioso Royal Warrant.
Nel 1981, Carlo gli commissionò la fede nuziale in oro gallese per il matrimonio con Lady Diana Spencer. Invitato alla cerimonia nella Cattedrale di St. Paul, Thomas rimase il gioielliere personale di Diana fino alla sua morte nel 1997, curando molti dei suoi gioielli più iconici.
Dopo il tragico incidente di Parigi, gli fu affidato il delicato compito di catalogare la collezione privata di Diana. Tra gli oggetti figuravano anche quelli indossati al momento dell’incidente: un orologio macchiato di sangue, un bracciale di perle spezzato e un orecchino, mentre l’altro fu ritrovato incastrato nell’auto.
Nel 2002, alla morte della Regina Madre, Thomas dovette compilare l’inventario della sua collezione di gioielli. Nonostante la sovrana avesse parlato di “pochi ninnoli”, l’operazione rivelò centinaia di pezzi, molti dei quali mai catalogati. Il lavoro richiese oltre sette settimane.
Andato in pensione nel 2007, fu nominato Membro del Royal Victorian Order da Elisabetta II. Tornò però al lavoro nel 2017, su richiesta del principe Harry, per creare l’anello di fidanzamento di Meghan Markle, il suo ultimo gioiello reale. Sul valore del pezzo, rispose con discrezione: «I gioiellieri sono come i medici: non parlano mai dei loro pazienti».


