
Dopo due condanne in due gradi di giudizio, il processo a carico di Lorena Lanceri è da rifare. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, che ha annullato la sentenza d’appello e disposto la trasmissione degli atti a un’altra sezione della Corte d’appello di Palermo.
Chi è Lorena Lanceri
Lorena Lanceri è la moglie di Emanuele Bonafede, cugino di Andrea Bonafede, l’uomo che prestò l’identità a Matteo Messina Denaro durante lunghi tratti della sua trentennale latitanza. La donna ha ammesso davanti ai giudici di aver intrattenuto una relazione sentimentale con il capo di Cosa nostra, sostenendo però di averne scoperto l’identità solo successivamente. Secondo l’accusa, negli anni avrebbe assistito il boss negli spostamenti tra i covi e soprattutto curato la sua corrispondenza, consentendogli di mantenere contatti con familiari e altri esponenti mafiosi.
Le due condanne annullate
In primo grado, il Gup aveva riconosciuto Lanceri colpevole di concorso esterno in associazione mafiosa, condannandola a 13 anni e 4 mesi. In appello, la Corte di Palermo aveva derubricato l’imputazione, escludendo il concorso esterno e condannandola a 5 anni e 8 mesi per favoreggiamento e procurata inosservanza della pena. Proprio questa decisione è stata ora cassata, rendendo necessario un nuovo giudizio.
Il ruolo del marito
Durante la latitanza di Messina Denaro, un ruolo chiave lo avrebbe avuto anche il marito della donna, Emanuele Bonafede, noto come il “vivandiere del boss”. Bonafede è stato condannato in via definitiva a 4 anni e 4 mesi per favoreggiamento aggravato. Secondo le ricostruzioni investigative, il capo mafioso avrebbe ricompensato la coppia per la fedeltà, arrivando a regalare un Rolex acquistato per il loro figlio.
Il nuovo processo dovrà ora riesaminare i fatti e le responsabilità, alla luce delle indicazioni della Cassazione.


