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“Perché non ci sono foto del funerale”. Papà De Martino, si scopre la verità ed è emozionante

Pubblicato: 23/01/2026 08:33

La scomparsa di Enrico De Martino, 61 anni, ha colpito profondamente il figlio Stefano De Martino, che ha scelto di affrontare il lutto lontano dai riflettori. I funerali a Napoli, celebrati il giorno successivo alla morte, si sono svolti in modo riservato, senza fotografi né telecamere, un’assenza insolita per uno dei volti televisivi più esposti degli ultimi anni.

A raccontare quanto accaduto è stato Roberto Alessi, direttore di Novella 2000, che inizialmente aveva condiviso sui social alcune immagini del presunto rito funebre. Gli scatti mostravano il conduttore di Affari Tuoi in lacrime davanti alla bara del padre, suscitando immediata commozione tra i fan.

Quelle immagini, però, si sono rivelate false. Non provenivano dal funerale di Enrico De Martino, ma erano generate con l’intelligenza artificiale, prive di qualsiasi legame con la realtà. Una scoperta che ha cambiato radicalmente la lettura dell’episodio.

Una volta chiarita l’origine artificiale delle foto, Alessi ha rimosso i contenuti e ha chiesto pubblicamente scusa. Il giornalista ha spiegato che molti utenti avevano comunque interpretato quelle immagini come un gesto di vicinanza al dolore di Stefano De Martino, personaggio molto amato dal pubblico televisivo.

La svolta è arrivata grazie a Gianni Riccio, noto fotografo napoletano e amico di Alessi. È stato lui a segnalare che nessun paparazzo era presente al funerale e che, di conseguenza, le immagini circolate online non potevano essere autentiche.

Riccio ha chiarito che i fotografi che abitualmente seguono Stefano De Martino durante l’estate, tra vacanze, barche e cronache rosa, hanno preso una decisione condivisa e consapevole: non presentarsi alla cerimonia funebre per rispetto del lutto.

Una scelta netta, dettata dalla volontà di non invadere un momento così intimo con scatti rubati o teleobiettivi puntati sulla famiglia. L’assenza coordinata dei paparazzi ha così impedito la diffusione di immagini reali, lasciando spazio solo a ricostruzioni artificiali rapidamente smentite.

Lo stesso Roberto Alessi ha osservato che, in un’altra prospettiva, Stefano De Martino avrebbe potuto anche accogliere la presenza dei fotografi come forma di omaggio al padre. Il direttore ha ammesso che, personalmente, considererebbe delle immagini funebri un modo per onorare chi si è amato.

Nonostante ciò, i fotografi napoletani hanno scelto la linea più rigorosa: nessun obiettivo acceso, nessun appostamento, nessuna intrusione. Il caso diventa così un esempio raro di autoregolamentazione del gossip, in cui il confine tra diritto di cronaca e tutela del dolore privato viene tracciato a favore della dignità del lutto.

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