
È stata aperta un’inchiesta per istigazione al suicidio sulla morte di Pasquale Carlomagno e Maria Carlomagno, i genitori di Claudio Carlomagno, l’uomo arrestato per l’omicidio della moglie Federica Torzullo. I due coniugi si sono tolti la vita insieme, impiccandosi nella loro villetta di Anguillara Sabazia, lasciando una lettera d’addio al figlio minore, Davide, che li aveva ospitati a Roma nei giorni successivi all’arresto del fratello.
Nel messaggio, una parte è riservata esplicitamente ai media e ai social. Pasquale e Maria spiegano di non aver retto alla pressione di ciò che hanno letto e visto in tv: parlano di una “gogna” che li avrebbe travolti dopo la diffusione di ipotesi e sospetti sul presunto ruolo del padre come complice del figlio nelle fasi successive al delitto.
La Procura di Civitavecchia ha aperto il fascicolo come atto dovuto: servirà ad autorizzare le autopsie e a verificare se i due abbiano subito pressioni psicologiche tali da configurare responsabilità esterne. Gli accertamenti riguarderanno anche le reazioni sui social e le ricostruzioni circolate nei giorni successivi all’omicidio di Federica Torzullo.
Al centro del dibattito c’è l’episodio dei nove minuti trascorsi da Pasquale Carlomagno a bordo di un furgone davanti alla villetta di via Costantino, la mattina del 9 gennaio, tra le 7.08 e le 7.17. Un dettaglio citato nell’ordinanza di custodia cautelare per Claudio Carlomagno, ma che – secondo gli inquirenti – non ha finora prodotto riscontri su un coinvolgimento del padre: Pasquale non risulta indagato, non avrebbe svolto alcun “compito” e non sarebbe nemmeno entrato nell’abitazione.
Dopo l’arresto del figlio, Pasquale e Maria si erano chiusi nel silenzio, evitando contatti anche con i conoscenti più stretti. Erano stati ascoltati solo nelle fasi iniziali delle indagini. «Erano due brave persone», raccontano vicini e commercianti della zona di via Anguillarese, che ieri hanno deposto fiori bianchi davanti al cancello della villetta di via Tevere.
Il figlio minore è comparso per pochi minuti, senza rilasciare dichiarazioni. Anche una zia, che vive a breve distanza, ha preferito il silenzio. È stato Davide a trovare la lettera lasciata nell’appartamento romano e ad avvisare i parenti, chiedendo di correre a casa dei genitori.
Intanto Claudio Carlomagno, detenuto a Civitavecchia, è sorvegliato a vista per prevenire gesti autolesionistici. La tragedia familiare, che si è aggiunta al femminicidio di Federica Torzullo, apre ora un nuovo fronte giudiziario: capire se e come la pressione mediatica e le accuse pubbliche abbiano contribuito a spingere Pasquale e Maria a togliersi la vita.


