
Alta attenzione nel Mediterraneo dove un’unità della Marina Militare italiana, impegnata in una missione dell’Alleanza Atlantica, sta monitorando i movimenti di un sottomarino russo. A renderlo noto è stato il Comando marittimo della Nato, che ha diffuso la notizia attraverso un messaggio sui social.
Protagonista dell’operazione è l’Its Virginio Fasan, nave italiana inserita nello Standing Nato Maritime Group 2 (SNMG2), uno dei gruppi navali permanenti dell’Alleanza. L’unità sta seguendo da vicino il sottomarino classe Kilo Krasnodar, ritenuto tra i mezzi subacquei più silenziosi e difficili da individuare in dotazione alla Marina russa.
Secondo quanto riferito dalla Nato, il sottomarino sarebbe accompagnato da una scorta che include il cacciatorpediniere russo Severomorsk, elemento che rafforza la rilevanza strategica della presenza navale di Mosca nell’area. Il Mediterraneo, già teatro di una crescente competizione militare e geopolitica, si conferma così uno spazio marittimo ad alta sensibilità.
L’attività della nave italiana viene indicata dall’Alleanza come dimostrazione concreta di vigilanza, consapevolezza situazionale e impegno per la sicurezza marittima. Operazioni di questo tipo rientrano nei compiti ordinari dei gruppi navali Nato, che pattugliano rotte strategiche per monitorare traffici militari e garantire la libertà di navigazione.
Il monitoraggio non implica un confronto diretto, ma rappresenta una misura di sorveglianza e deterrenza, in linea con le procedure internazionali in acque internazionali. In un contesto segnato dalle tensioni tra Russia e Paesi Nato, anche i movimenti navali assumono un forte valore politico oltre che militare.


