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Sgarbi, il tribunale dispone una perizia medica: si valuta la capacità di autodeterminarsi

Pubblicato: 27/01/2026 22:27

Il Tribunale civile di Roma ha disposto una perizia medica su Vittorio Sgarbi per accertare se sia in grado di comprendere pienamente il significato e le conseguenze personali, patrimoniali e giuridiche delle decisioni più complesse. Il provvedimento rientra nel procedimento avviato dopo la richiesta della figlia Evelina Sgarbi, che ha chiesto la nomina di un amministratore di sostegno per il padre.

Il giudice ha nominato un consulente tecnico d’ufficio (CTU), una psicologa psicoterapeuta incaricata di valutare, attraverso l’analisi degli atti, esami clinici e l’acquisizione della documentazione sanitaria, se il critico d’arte presenti condizioni psicologiche, psicopatologiche o cognitive tali da incidere sulla sua capacità di autodeterminazione, in particolare per gli atti di straordinaria amministrazione e l’esercizio dei diritti personalissimi. L’attività peritale dovrà concludersi entro il 31 maggio.

Secondo quanto riferito dal legale di Evelina, l’avvocato Lorenzo Iacobbi, il primo ascolto di Sgarbi da parte del giudice sarebbe stato fissato entro il 15 febbraio. Il legale ha espresso soddisfazione per la decisione del tribunale, sottolineando che il CTU potrà accedere alle cartelle cliniche, nonostante la difesa di Sgarbi avesse chiesto la secretazione della documentazione sanitaria.

La giudice ha respinto la richiesta di mantenere riservati i documenti medici, ritenendo necessario garantire il pieno contraddittorio tra le parti e consentire una valutazione completa dello stato di salute del beneficiario. Una scelta che, secondo la difesa della figlia, tutela la trasparenza del procedimento e consente di fare chiarezza sulle reali condizioni del professore.

L’istanza per l’amministrazione di sostegno, spiegano i legali di Evelina, non avrebbe finalità economiche ma sarebbe motivata dalla volontà di tutelare la salute e la persona di Sgarbi. Il percorso giudiziario, ora, entra in una fase decisiva: l’esito della perizia sarà determinante per stabilire se e in quale misura sia necessario un supporto nella gestione degli aspetti personali e patrimoniali del critico d’arte.

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