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“In fin di vita”. Mara Venier, la confessione del marito è shock. Tutti senza parole

Pubblicato: 28/01/2026 12:42
Venier Carraro

Non è un racconto da salotto, ma una confessione netta: Nicola Carraro, marito di Mara Venier, in una nuova intervista al settimanale Chi ripercorre quello che definisce l’anno più difficile della sua vita. Ospedali, paura, fragilità e un punto fermo: la presenza di lei, che torna in scena come argine emotivo nei giorni in cui tutto vacillava.

Il produttore cinematografico, che tra pochi giorni compirà 84 anni, descrive una lunga prova fisica e mentale. E lo fa senza alleggerire i passaggi più duri: perché, quando la salute si spezza, anche la narrazione cambia tono e peso.

Un anno in salita: l’incidente e la sedia a rotelle

Tutto parte da un incidente che lo costringe sulla sedia a rotelle dopo essersi rotto la schiena. Una fase che, almeno all’inizio, sembra risolversi: grazie a un macchinario specifico e all’intervento di uno specialista, nel giro di pochi giorni Carraro riesce a rimettersi in piedi.

Ma quella ripresa, racconta, è solo apparente. Il corpo dà segnali, la quotidianità resta instabile e la sensazione che il “peggio” sia passato si rivela prematura. È l’anticamera di una complicazione ben più grave.

Nicola Carraro rompe il silenzio: “Mara Venier mi ha salvato”

Mara Venier e Nicola Carraro durante un evento pubblico

Il vero calvario arriva poco dopo ed è legato a una cura dimagrante che, nelle intenzioni, avrebbe dovuto aiutarlo a camminare meglio. Una sera, all’improvviso, Carraro inizia ad accusare sintomi forti, poi diagnosticati come pancreatite acuta.

Ricoverato d’urgenza, si ritrova in un territorio che non ammette sfumature: la lotta tra la vita e la morte. Lui stesso racconta di non aver percepito subito la gravità, ma in ospedale i medici sono diretti, spiegandogli che era “in fin di vita”.

La frase che resta: “E meno male che Mara c’è”

Nicola Carraro e Mara Venier insieme in una foto

È qui che il racconto si stringe su un punto preciso: la presenza della moglie. “E meno male che Mara c’è”, dichiara Carraro, attribuendo un ruolo decisivo alla vicinanza della conduttrice nei giorni più bui.

I medici lo salvano, ma lui vuole capire come sia potuto arrivare a tanto. E individua una causa: un dottore gli aveva prescritto “un farmaco per perdere peso”, rivelatosi poi la causa diretta della pancreatite. “Il San Raffaele era pieno di casi così”, assicura oggi, trasformando l’esperienza personale in un avvertimento implicito: le scorciatoie sul corpo possono presentare conti altissimi.

Tre settimane di ricovero e il ritorno della fragilità

Il recupero, sottolinea, non ha nulla di lineare: Carraro resta ricoverato per tre settimane, un tempo lungo, fisicamente estenuante, emotivamente logorante. E ancora una volta la figura di Mara Venier entra nel racconto come presenza concreta: “Con Mara che faceva avanti e indietro da Roma”.

Uscito dall’ospedale, prima dell’estate, le difficoltà non finiscono. Anzi: smette nuovamente di camminare. È uno di quei passaggi che raccontano bene la natura intermittente di certi percorsi clinici, dove il miglioramento non è mai garantito.

Ritratto di Nicola Carraro
Mara Venier e Nicola Carraro in un momento insieme

Lo sguardo negli occhi e la promessa: “questo compleanno lo farò in piedi”

Nel racconto di Carraro, la svolta non viene da un colpo di scena, ma da un legame che si fa tenuta. “Sono state la sua forza di volontà e la sua vicinanza che mi hanno fatto lottare. Uscito dall’ospedale, prima dell’estate, non camminavo più di nuovo, ma l’ho guardata negli occhi e ora questo compleanno lo farò in piedi”.

Parole che, al netto della retorica inevitabile quando si parla di sopravvivenza, restituiscono una verità semplice: nelle crisi di salute la solitudine pesa quanto la diagnosi, e la presenza di qualcuno può diventare una forma di terapia parallela.

Ventisei anni insieme e una definizione senza ambiguità

Oggi, a distanza di 26 anni dall’inizio della loro storia, Carraro definisce Mara Venier “una donna straordinaria”. Un giudizio che, confessa, aveva maturato ancora prima di conoscerla, perché tutti gliene parlavano con ammirazione.

Poi il destino ha fatto il resto, portandoli a costruire una delle coppie più solide dello spettacolo italiano. E in questo racconto, più che la cronaca rosa, resta il messaggio centrale: la salute può crollare in un attimo, ma la differenza, spesso, la fa chi resta accanto quando il sipario si chiude.

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