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Cacciatori uccisi nei boschi a Messina, il testimone misterioso e il cane trovato chiuso in auto

Pubblicato: 30/01/2026 07:31

È il testimone misterioso la figura centrale nel giallo dei tre cacciatori trovati morti mercoledì nel bosco di contrada Caristia, a Montagnareale, sui monti Nebrodi, in provincia di Messina. Una vicenda ancora avvolta da molti interrogativi, su cui stanno lavorando senza sosta i carabinieri e la Procura di Patti.

I corpi sono stati rinvenuti in una zona impervia, con il terreno reso fangoso dalle piogge. Le vittime sono Antonio Gatani, pensionato di 82 anni residente a Patti, e i fratelli Giuseppe Pino, 44 anni, e Davis Pino, 26 anni, imprenditori edili originari di San Pier Niceto. Tutti e tre sono morti a causa di colpi di arma da fuoco, trovati con i fucili accanto.

Gli investigatori hanno ascoltato a lungo i familiari delle vittime, che non si conoscevano tra loro e che, secondo quanto emerso, non avrebbero legami con ambienti criminali. Subito dopo, i carabinieri hanno interrogato per ore un uomo, sentito come testimone, che sarebbe stato a caccia con Gatani e che poi si sarebbe allontanato prima della tragedia.

La Procura di Patti non conferma al momento se l’uomo sia stato iscritto nel registro degli indagati. Secondo una ricostruzione non ufficiale, il testimone si sarebbe recato a casa di Gatani intorno alle 6 del mattino. Dopo un caffè, i due sarebbero partiti con due auto per recuperare il cane dell’anziano e dirigersi verso la zona di caccia.

Solitamente Gatani e il suo accompagnatore frequentavano un’altra area boschiva per la caccia ai suini neri selvatici, ma quella mattina avrebbero cambiato destinazione, dirigendosi verso contrada Caristia. Alcuni chilometri prima dell’arrivo, il testimone avrebbe lasciato la propria auto lungo la strada per salire su quella dell’anziano, un veicolo che sarebbe rimasto parcheggiato fino alle 11.30 circa.

Intorno alle 10, non riuscendo a mettersi in contatto con Gatani, i familiari si sono allarmati e hanno avviato le ricerche. Poco dopo è scattato l’allarme che ha portato al ritrovamento dei tre cacciatori morti nel bosco. Alcuni residenti riferiscono che chi caccia cinghiali e suini neri porta spesso con sé anche una pistola, dato il pericolo rappresentato da animali feriti.

La posizione del testimone è ritenuta cruciale per chiarire se si sia trattato di un tragico errore di caccia o di una lite degenerata. Una delle ipotesi è che l’anziano abbia ucciso i due fratelli e poi si sia tolto la vita, oppure che sia rimasto ferito mortalmente. Secondo indiscrezioni non confermate, Gatani non presenterebbe ferite d’arma da fuoco nella parte frontale del corpo.

Un ulteriore elemento di mistero è il cane trovato nell’auto di Gatani. Non è chiaro se l’animale non sia mai sceso per la battuta di caccia o se qualcuno lo abbia rimesso nel veicolo successivamente. Dettagli che potrebbero risultare determinanti per ricostruire la dinamica dei fatti.

Saranno le autopsie, i rilievi balistici e l’analisi dei cellulari delle vittime a fornire risposte definitive. Anche oggi i carabinieri del Ris sono tornati sul posto. Intanto il Comune di San Pier Niceto ha espresso cordoglio per la morte dei fratelli Pino, descritti come imprenditori riservati, stimati e ben integrati nella comunità, in attesa che la magistratura faccia piena luce su una tragedia definita “assurda e inspiegabile”.

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Ultimo Aggiornamento: 30/01/2026 07:48

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