
Il nuovo decreto legge sul Pnrr, appena approvato dal Consiglio dei ministri, introduce una riforma che promette di incidere in modo concreto sulla vita quotidiana di milioni di cittadini. Il punto centrale del provvedimento è l’avvio dell’Isee automatico, uno strumento pensato per semplificare l’accesso a bonus, sconti e prestazioni sociali, eliminando passaggi burocratici considerati ormai superati.
Con l’Isee automatico, lo Stato non potrà più chiedere ai cittadini dati che sono già in possesso della pubblica amministrazione. Non si tratta solo di digitalizzazione, ma di un vero cambio di paradigma: il cittadino non dovrà più raccogliere certificati o moduli per dimostrare la propria situazione economica, perché saranno gli enti pubblici a dialogare tra loro.
La norma stabilisce infatti che scuole, università, Comuni e tutte le amministrazioni che erogano prestazioni agevolate dovranno acquisire d’ufficio i dati Isee. Le informazioni verranno recuperate tramite la Piattaforma digitale nazionale dati (Pdnd), che incrocia in tempo reale i flussi informatici dell’Inps. Un genitore, ad esempio, non dovrà più presentare l’attestazione Isee per la mensa scolastica: sarà il Comune a verificarla automaticamente.
Il decreto rafforza così il principio del once only, secondo cui un’informazione va fornita una sola volta nella vita. Gli uffici pubblici non potranno più richiedere documenti già presenti nei sistemi statali e la stessa regola varrà anche per le società pubbliche, chiamate a mantenere aggiornati i propri archivi digitali.
Un’altra novità rilevante riguarda la conservazione delle ricevute di pagamento. Per i versamenti effettuati verso lo Stato tramite strumenti elettronici come PagoPa, cittadini e imprese non saranno più obbligati a conservare scontrini o quietanze cartacee. Sarà la pubblica amministrazione a dover verificare i pagamenti direttamente nei propri database.

Questo significa che, in caso di multe, tasse o contributi pagati online, l’ente non potrà più chiedere la prova del versamento. Prima di contestare un’irregolarità, dovrà controllare autonomamente i flussi informatici, semplificando anche le pratiche legate alle detrazioni fiscali.
Il decreto interviene anche sulla carta d’identità elettronica per gli anziani. A partire dal 30 luglio, i cittadini over 70 riceveranno una Cie con validità estesa fino a 50 anni, di fatto a vita, valida anche per l’espatrio. Per chi possiede già una Cie, la validità viene allungata per l’uso sul territorio nazionale e nei rapporti con la Pa.
Dal 1° novembre 2026, inoltre, sarà possibile richiedere il rinnovo anticipato anche di documenti ancora validi, per ottenere la versione a lunga durata. L’obiettivo è ridurre le code negli uffici anagrafe e semplificare la vita delle persone più anziane.

Infine, il decreto introduce importanti semplificazioni per le piccole imprese. Le Pmi e le microimprese non dovranno più ripetere comunicazioni sugli aiuti di Stato già presenti nel Registro nazionale, mentre per le aziende con meno di cinque dipendenti si alleggeriscono anche gli obblighi in materia di privacy. Un intervento che punta a ridurre i costi burocratici e a generare risparmi stimati in miliardi di euro per il sistema produttivo.


