
Potrebbero partire a breve i colloqui tra Iran e Stati Uniti. Secondo l’agenzia iraniana Tasnim, che cita una “fonte informata”, Teheran sarebbe pronta ad avviare i negoziati con Washington già nei prossimi giorni, anche se al momento non sono stati resi noti né il luogo né la data dell’incontro.
Sempre secondo Tasnim, al tavolo dovrebbero sedersi il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e l’inviato del presidente americano Steve Witkoff. Tra le sedi possibili viene indicata anche la Turchia.
Negoziati limitati al nucleare
L’agenzia Fars riferisce che i colloqui dovranno riguardare esclusivamente il dossier nucleare e sarebbero stati autorizzati direttamente dal presidente iraniano Masoud Pezeshkian.
Araghchi ha ribadito la disponibilità al dialogo intervenendo al mausoleo dell’Imam Khomeini, a Teheran, durante le celebrazioni per l’anniversario della Rivoluzione: “Siamo pronti alla diplomazia, ma la diplomazia è incompatibile con minacce, intimidazioni e pressioni. Spero che vedremo presto i risultati”.
Il capo della diplomazia iraniana ha aggiunto che Teheran non ha mai abbandonato la via diplomatica e che resta aperta a un confronto “basato sul rispetto reciproco per raggiungere interessi comuni”.
Witkoff in Israele, incontri con Netanyahu e i vertici militari
In parallelo, Witkoff è atteso domani in Israele, dove incontrerà il primo ministro Benjamin Netanyahu e il capo di Stato maggiore Eyal Zamir. Il viaggio arriva dopo la recente visita di Zamir a Washington, dove ha avuto colloqui con funzionari della Difesa statunitense, incentrati proprio sulla questione iraniana.
Un passaggio che conferma quanto il dossier nucleare resti al centro delle preoccupazioni regionali e dei contatti diplomatici tra alleati.
Teheran: “Nessun ultimatum dagli Stati Uniti”. Convocati gli ambasciatori Ue dopo la decisione sui Pasdaran
L’Iran ha inoltre smentito di aver ricevuto ultimatum da parte americana. In conferenza stampa, il portavoce del Ministero degli Esteri Ismail Baghaei ha dichiarato che Teheran “agisce sempre con onestà e serietà nei processi diplomatici, ma non accetta mai ultimatum”, aggiungendo che eventuali pressioni non sono compatibili con un vero negoziato.
Intanto la Repubblica Islamica ha convocato gli ambasciatori dei Paesi dell’Unione europea con rappresentanze diplomatiche a Teheran, dopo la decisione di considerare i Guardiani della Rivoluzione (Pasdaran) come organizzazione terroristica.
Secondo quanto riferito dalla diplomazia iraniana, si tratta di una “misura minima” di protesta contro una scelta giudicata ostile.
Arrestati quattro stranieri per le rivolte
Sul fronte interno, le autorità iraniane hanno annunciato l’arresto di quattro cittadini stranieri, accusati di aver partecipato alle recenti rivolte. La televisione di Stato ha riferito che durante un blitz nel loro nascondiglio, nella provincia di Teheran, sarebbero state trovate bombe stordenti artigianali, utilizzate – secondo la versione ufficiale – durante le manifestazioni represse nelle scorse settimane.
Un quadro che mostra come, mentre si riaprono spiragli diplomatici con Washington, restino forti le tensioni interne e quelle con l’Europa, in una fase particolarmente delicata per la stabilità della regione.


