
Arrivano le prime decisioni giudiziarie dopo la guerriglia di Torino seguita al corteo a sostegno del centro sociale Askatasuna. La giudice Irene Giani, al termine dell’udienza di convalida, ha disposto gli arresti domiciliari per Francesco Simionato e l’obbligo di firma per Matteo Campaner e Pietro Desideri.
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I tre manifestanti lasciano così il carcere Lorusso e Cutugno, dove erano stati condotti dopo le quasi due ore di scontri avvenuti sabato in corso Regina Margherita, teatro di una vera e propria guerriglia urbana.
Francesco Simionato, 22 anni, originario di Grosseto, è accusato di concorso in lesioni e rapina. Secondo l’accusa, avrebbe fatto parte del gruppo che ha accerchiato e aggredito il poliziotto Alessandro Calista, rimasto ferito durante gli scontri.
Più lievi le misure per Matteo Campaner, 35 anni di Grugliasco, e Pietro Desideri, 31enne torinese. Entrambi sono indagati per aver partecipato al lancio di pietre e bottiglie contro le forze dell’ordine impegnate nel contenimento del corteo.

Nel frattempo, la Procura di Torino ha aperto un fascicolo contro ignoti per il reato di devastazione, ipotizzando responsabilità diffuse per i gravi danni provocati durante gli scontri.
Secondo quanto riferito dal sindaco Stefano Lo Russo in Consiglio comunale, i danneggiamenti in corso Regina Margherita ammontano a 164mila euro di danni ai soli beni pubblici, una stima che non include le proprietà private colpite.
Soddisfazione cauta da parte della difesa di Matteo Campaner. «Siamo contenti della decisione del giudice, anche se riteniamo il nostro assistito del tutto estraneo agli incidenti», ha dichiarato l’avvocato Stefano Coppo.

Il legale ha però annunciato che verrà valutata la possibilità di ricorrere al tribunale del riesame, ribadendo la linea difensiva già espressa durante l’udienza di convalida.
Campaner, che resta indagato per resistenza e violenza a pubblico ufficiale, ha negato ogni coinvolgimento negli scontri e si è detto «inorridito» dall’aggressione al poliziotto Alessandro Calista, attribuita a un ristretto gruppo di manifestanti. Le indagini proseguono per chiarire ruoli e responsabilità nella giornata di violenza che ha segnato il centro di Torino.


