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Terremoto sull’Appennino: scossa al confine tra Emilia-Romagna, Lombardia, Liguria e Piemonte

Pubblicato: 04/02/2026 14:33

Una scossa di terremoto di magnitudo ML 2.6 è stata registrata oggi, martedì 4 febbraio 2026, sull’Appennino emiliano, in un’area di confine tra Emilia-Romagna, Lombardia, Liguria e Piemonte. Il sisma è avvenuto alle 13:09 ora italiana ed è stato localizzato a circa 3 chilometri a ovest di Zerba, in provincia di Piacenza, a una profondità di 10 chilometri.
Secondo i dati diffusi dalla Sala Sismica dell’INGV di Roma, l’epicentro è stato individuato alle coordinate 44.6773 di latitudine e 9.2597 di longitudine. Si tratta di una scossa di lieve entità, ma avvertita in diversi centri dell’alta Val Trebbia e delle vallate limitrofe, soprattutto nei comuni più vicini all’epicentro.
Tra le località entro un raggio di circa dieci chilometri figurano Zerba e Cerignale nel Piacentino, Brallo di Pregola nell’Oltrepò pavese, Gorreto nel Genovese, Ottone e Corte Brugnatella ancora in provincia di Piacenza, oltre a Carrega Ligure in Alessandria. Al momento non si segnalano danni a persone o edifici, anche se la scossa sismica è stata chiaramente avvertita nelle località più vicine all’epicentro.

La sismicità dell’area appenninica

L’area interessata dalla scossa rientra nel settore dell’Appennino settentrionale, una zona caratterizzata da una sismicità definita moderata ma costante nel tempo. Qui interagiscono strutture geologiche complesse, legate alla spinta della placca africana contro quella euroasiatica, che generano un sistema di faglie capaci di produrre terremoti generalmente di bassa o media magnitudo.
Eventi come quello registrato oggi sono piuttosto frequenti e rappresentano il normale rilascio di energia accumulata nel sottosuolo. Nella maggior parte dei casi si tratta di scosse contenute, che raramente provocano danni, ma che testimoniano un’attività sismica mai del tutto assente lungo l’arco appenninico, soprattutto nelle zone di crinale e nelle alte valli.

I terremoti storici tra Emilia, Liguria, Piemonte e Oltrepò

Sebbene la scossa odierna sia stata lieve, l’area ha conosciuto in passato terremoti più significativi. L’Appennino settentrionale è stato interessato nel corso dei secoli da eventi anche importanti, con ripercussioni su vaste porzioni di territorio tra Emilia, Liguria e Piemonte.
Tra gli episodi più noti figura il forte terremoto del 1920, che colpì duramente la Lunigiana e fu avvertito anche in parte dell’Emilia occidentale e della Liguria. Più recentemente, nel 2003, una scossa superiore a magnitudo 5 interessò l’Appennino bolognese, mentre nel 2012 la pianura emiliana fu teatro di una sequenza sismica che causò vittime e gravi danni, pur trattandosi di un contesto geologico diverso rispetto a quello montano.

Anche l’Oltrepò pavese e le valli piacentine hanno registrato nel tempo terremoti di magnitudo medio-bassa, a conferma di una sismicità diffusa ma frammentata, che rende necessaria un’attenzione costante sul fronte della prevenzione e dell’adeguamento antisismico del patrimonio edilizio.
Per la scossa di oggi, le autorità invitano comunque alla calma: il movimento tellurico rientra nei parametri di un evento minore, ma continua il monitoraggio della rete sismica nazionale per verificare eventuali repliche o evoluzioni del quadro.

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Ultimo Aggiornamento: 04/02/2026 15:01

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