
Proseguono i negoziati internazionali ad Abu Dhabi con il secondo giorno di consultazioni tra Ucraina, Russia e Stati Uniti. Il formato dei colloqui prevede consultazioni trilaterali, lavoro in gruppi e la sincronizzazione delle posizioni delle tre delegazioni, nel tentativo di trovare un accordo su un conflitto che da anni insanguina l’Europa orientale.
Le discussioni si concentrano su questioni strategiche, territoriali e di sicurezza. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha ribadito la posizione di Kiev, sottolineando la determinazione dell’Ucraina a non cedere sui territori orientali e a mantenere il controllo del proprio spazio nazionale, pur valutando eventuali misure di congelamento del conflitto in condizioni precise.
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Posizione di Zelensky sul Donbass
Zelensky, dopo aver ringraziato il Consiglio Uer per il prestito di 90 miliardi di euro, si è rivolto direttamente a Mosca, dichiarando: «Non cediamo il Donbass, vi costerà 800mila morti in più». Il presidente ucraino ha sottolineato che ogni metro conquistato dall’esercito russo comporterebbe un altissimo costo umano e strategico per Mosca, mentre Kiev rimane ferma sulla difesa dei propri territori.

Richiesta di riconoscimento della Russia
Fonti occidentali citate dall’agenzia russa Tass hanno riferito che Mosca considera fondamentale includere nei negoziati il riconoscimento internazionale del Donbass come parte della Federazione Russa. «La Russia ritiene molto importante l’aspetto relativo al riconoscimento del Donbass da parte di tutti i Paesi», ha dichiarato una fonte informata.
Zelensky ha risposto chiarendo che la richiesta russa non è accettabile: «La Russia vuole che abbandoniamo tutto il Donbass. Da quando hanno iniziato questa guerra, non hanno ottenuto una sola vittoria. Siamo consapevoli del prezzo che ogni metro di questa terra costa all’esercito russo. Per Mosca non contano le persone che muoiono. Conquistare l’Ucraina orientale costerà loro 800mila cadaveri in più».

Ipotesi di congelamento del conflitto
Uno dei temi più delicati riguarda la possibilità di congelare il conflitto. Zelensky ha definito tale ipotesi «già una grande concessione da parte nostra», precisando che la pausa richiesta da Mosca sarebbe accettabile solo se l’Ucraina mantiene il controllo della propria parte del territorio. «Se parliamo di una zona demilitarizzata, dobbiamo avere il controllo della nostra parte», ha affermato il presidente.
Questa misura, se applicata, influenzerebbe direttamente la gestione del fronte e la sicurezza della popolazione, e diventerebbe un punto cruciale nelle trattative internazionali.
Sfide diplomatiche e prossimi passi
La strategia di Kiev resta chiara: difendere i territori orientali, proteggere la popolazione e salvaguardare le proprie forze armate, senza cedere a pressioni che compromettano la sovranità nazionale. La comunicazione di Zelensky è anche un messaggio ai partner internazionali: ogni compromesso sarà accettato solo nel rispetto delle posizioni strategiche ucraine.
Dall’altra parte, Mosca insiste sul riconoscimento del Donbass, elemento che potrebbe diventare il nodo più difficile da sciogliere. Gli Stati Uniti e altri mediatori cercano di trovare soluzioni equilibrate, favorendo un percorso diplomatico e riducendo i rischi di escalation.
Il secondo giorno di negoziati ad Abu Dhabi si conclude con risultati parziali ma con indicazioni chiare sulle priorità delle parti. Le prossime sessioni saranno determinanti per definire eventuali accordi, mentre il mondo osserva con attenzione ogni passo diplomatico.


