
La notte tra mercoledì e giovedì è stata segnata da un costante scroscio di pioggia e dal rumore del vento che si infilava tra le case e le strade deserte. Per chi era sveglio, il panorama appariva mutevole: pozzanghere che si ingrandivano rapidamente, alberi piegati dal vento e l’odore di terra bagnata che si mescolava a quello salmastro della costa. Ogni goccia sembrava amplificare il senso di attesa, mentre gli abitanti si chiedevano se la notte avrebbe portato solo disagio o qualcosa di più grave.
Nel silenzio interrotto solo dal rumore dei tetti che gocciolavano e dal passaggio occasionale di mezzi d’emergenza, molti hanno deciso di rimanere in casa, controllando attentamente le notizie meteo e preparando coperte e torce. Le ore scorrevano lente e il senso di precarietà cresceva, soprattutto per chi vive in zone più vulnerabili, dove la pioggia intensa può trasformarsi rapidamente in pericolo per strade e abitazioni.
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Grado tra marea e allagamenti
Il fenomeno più critico si è registrato nel Friuli Venezia Giulia, e in particolare a Grado, dove l’acqua alta ha raggiunto il picco alle 23.40, toccando i 145 centimetri. Già alle 22.30 le sirene avevano allertato i residenti delle vie attorno al porto e alle rive, segnalando l’imminente invaso delle strade. Il mancato arrivo dello scirocco ha evitato una situazione ancora più grave, ma l’allerta è stata comunque massima.
Nel pomeriggio erano stati posizionati i cartelli di preallarme, invitando automobilisti e cittadini a spostare i veicoli nelle zone più alte dell’isola. In serata il centro cittadino è stato effettivamente invaso dall’acqua, costringendo le autorità a chiudere al traffico alcune vie e a garantire la sicurezza attraverso l’apertura di varchi nelle zone pedonali. Solo intorno all’una di notte la marea ha iniziato a calare lentamente, anche se il centro risultava ancora allagato, mentre i campi di Boscat hanno subito nuovi accumuli d’acqua a causa della pioggia continua.

Misure preventive a Muggia
Anche a Muggia, in serata, i volontari hanno montato le barriere protettive a difesa del centro storico. Qui il picco dell’alta marea ha raggiunto i 137 centimetri. Le paratie hanno funzionato correttamente, contenendo l’acqua sul Mandracchio e prevenendo i disagi che in passato avevano caratterizzato la città prima dell’installazione di queste strutture.
La pronta risposta dei volontari e il sistema di difesa hanno limitato i danni, mostrando l’importanza della prevenzione e della gestione del rischio in aree costiere soggette a fenomeni di acqua alta.

Allagamenti e disagi in Friuli
Dall’inizio dell’allerta meteo sono state registrate numerose segnalazioni di allagamenti in diverse località del Friuli, tra cui Trivignano Udinese, Palmanova, Pavia di Udine, Gonars, Campoformido, Campolongo Tapogliano, Pagnacco e Fagagna, con la chiusura temporanea di alcune strade.
Oltre all’acqua alta, si sono verificate interruzioni della corrente elettrica in Val Resia. In montagna, la quota neve è inizialmente rimasta alta, attorno ai 1000 metri, scendendo poi fino a 400 metri sul Tarvisiano e in altre zone, eccetto che sulle valli del Natisone. Gli accumuli hanno raggiunto i 40-50 centimetri in quota, con picchi di 60 centimetri sul Canin, mentre nei fondovalli la neve bagnata ha limitato gli accumuli a 10-15 centimetri.
Evoluzione del fronte meteo
Il fronte perturbato ha ormai quasi esaurito i suoi effetti maggiori sulla regione, ma nelle prossime ore sono attese ancora precipitazioni moderate, con 5-20 millimetri di pioggia e altrettanti centimetri di neve in montagna, soprattutto sulle Prealpi e in pianura. Sulla costa soffierà ancora una Bora moderata, destinata a diminuire progressivamente.
L’attenzione resta alta tra cittadini, volontari e autorità locali, consapevoli che la combinazione di pioggia intensa, marea e neve richiede costante monitoraggio per prevenire ulteriori disagi e garantire la sicurezza della popolazione.


