
Si è vista recapitare, in una giornata come tante, una bolletta dell’acqua da quasi 56mila euro. L’importo non era dovuto al consumo, ma a una presunta “perdita occulta”. La vicenda arriva da Reggio Emilia e ha visto protagonista una donna separata e lavoratrice, con uno stipendio mensile di 1.200 euro.
Per cercare di risolvere la situazione, la donna si è rivolta a Federconsumatori. Secondo quanto ricostruito dai giornali locali, Arca, società titolare della concessione del servizio idrico integrato, le aveva inviato due bollette: una da 29.650 euro e 39 centesimi e l’altra da 25.819 euro e 49 centesimi, per un totale di 55.469,88 euro.
Il pagamento dell’importo era fissato entro il 24 aprile 2025. Dopo lo choc iniziale, la donna, in preda alla disperazione, ha chiesto supporto all’associazione dei consumatori.
“Una bolletta del genere non poteva essere altro che un errore: 56mila euro di acqua possono riempire diverse piscine olimpioniche e la signora abita da sola, in una casa indipendente”, ha spiegato Lucia Lusenti, coordinatrice di Federconsumatori a Reggio Emilia.
Sono state subito avviate le pratiche per fare chiarezza sull’accaduto. Una volta dimostrato che si trattava di una “perdita occulta” e non di acqua realmente consumata, è stato possibile accedere alla procedura di conciliazione.
La conciliazione permette di risolvere controversie tra le parti con l’aiuto di un soggetto terzo e imparziale, il conciliatore, evitando di ricorrere al tribunale. Grazie a questo strumento, è stato ottenuto un ricalcolo di oltre il 90% dell’importo, che non era dovuto, con la possibilità di pagare la somma residua a rate senza interessi.
Inoltre, la donna ha avuto accesso al “fondo perdite”, che ha coperto gran parte della spesa dell’acqua effettivamente consumata secondo il contatore, lasciando a suo carico una cifra decisamente inferiore.
L’azienda Iren-Arca consiglia di contattare subito il servizio clienti in caso di bollette con importi anomali, per avviare la pratica di accertamento e l’eventuale rimborso.
La vicenda, oltre a suscitare scalpore, evidenzia l’importanza di strumenti come la conciliazione e i fondi perdite per tutelare i consumatori da errori amministrativi o tecnici.


