
È drammatico il bilancio delle valanghe che si sono staccate nelle ultime ore lungo l’arco alpino, a causa di un manto nevoso instabile dopo le recenti nevicate e il successivo rialzo delle temperature. Il numero delle vittime sale a quattro scialpinisti morti, con un quinto escursionista in gravi condizioni, mentre sono 14 in totale le persone coinvolte negli episodi registrati tra Trentino, Lombardia, Valle d’Aosta e Piemonte.
La giornata è stata segnata da una sequenza di interventi dei soccorsi in diverse regioni, con scenari differenti ma un denominatore comune: le condizioni critiche della neve in quota. In più casi le slavine hanno interessato gruppi di scialpinisti impegnati in escursioni su neve fresca, rendendo necessari elicotteri, squadre del soccorso alpino e vigili del fuoco.
Trentino, due vittime tra Bellamonte e Marmolada

Il primo allarme è scattato a Bellamonte, in provincia di Trento, per una valanga staccatasi nella zona di Forte Buso, sopra il lago di Paneveggio. Quattro scialpinisti sono stati travolti dalla massa nevosa. Uno di loro, recuperato in condizioni disperate, è stato elitrasportato all’ospedale Santa Chiara di Trento, dove è poi deceduto.
La seconda vittima trentina è stata recuperata nel pomeriggio a Punta Rocca, sulla Marmolada. L’intervento è stato coordinato dalla centrale di Trentino Emergenza, con l’impiego dell’elisoccorso Aiut Alpin. Secondo le prime informazioni, entrambe le persone decedute sarebbero escursionisti locali.
Valanga in Valtellina, morti Sebastiano Erba e Alfio Muscetti: un ferito grave
Sono Sebastiano Erba e Alfio Muscetti le due vittime della valanga che si è staccata sabato 7 febbraio 2026 sul Monte Meriggio, nel comune di Albosaggia, in provincia di Sondrio, in Valtellina. I due scialpinisti, di 35 e 46 anni, sono stati travolti dalla neve durante un’escursione e non sono riusciti a salvarsi, nonostante il tempestivo intervento dei soccorsi.
La slavina si è verificata intorno all’ora di pranzo, in una zona con manto nevoso instabile a causa delle recenti nevicate e del rialzo delle temperature. Uno dei due uomini risultava inizialmente disperso ed è stato recuperato solo dopo diverse ore, purtroppo già privo di vita. L’area è stata battuta ripetutamente dalle squadre di soccorso per verificare l’assenza di altre persone coinvolte.
Con Erba e Muscetti era presente anche una terza persona, rimasta travolta ma estratta in tempo dai soccorritori. L’uomo è stato trasferito in ospedale in gravi condizioni, dove è tuttora ricoverato. Le operazioni di soccorso hanno visto l’impiego del Soccorso alpino, dei vigili del fuoco e degli elicotteri di emergenza.
Restano incerte le condizioni del cagnolino di Sebastiano Erba, che potrebbe essere rimasto disperso nella slavina. Le autorità hanno avviato ulteriori verifiche nell’area per accertare la situazione dell’animale e garantire la sicurezza del territorio.
I carabinieri della Compagnia di Sondrio hanno aperto un’indagine per chiarire la dinamica dell’incidente, mentre l’episodio si aggiunge al drammatico bilancio delle valanghe sulle Alpi, ricordando ancora una volta i rischi elevati della montagna in condizioni di neve instabile e il prezzo altissimo che può comportare per gli escursionisti.
Valle d’Aosta, due scialpinisti escono autonomamente dalla slavina
In Valle d’Aosta, una valanga si è staccata nella zona del rifugio Frassati, nel territorio di Saint-Rhémy-en-Bosses, a oltre 2.500 metri di quota. Due scialpinisti sono stati coinvolti ma sono riusciti a uscire autonomamente dalla massa nevosa, senza riportare conseguenze.
Con loro c’erano altri tre compagni. L’elicottero della protezione civile valdostana, con a bordo i tecnici del Soccorso alpino valdostano, ha sorvolato e bonificato l’area, escludendo la presenza di altre persone coinvolte.
Piemonte, scialpinista travolto ma non sepolto
Tragedia sfiorata anche in Piemonte, dove nel primo pomeriggio una valanga si è staccata nella zona del Passo di San Giacomo, nel comune di Sestriere, in provincia di Torino. Quattro scialpinisti hanno segnalato il coinvolgimento di uno di loro, un cittadino tedesco, che è stato travolto ma non sepolto dalla neve.
L’uomo è rimasto sempre cosciente ed è stato in grado di rientrare autonomamente a valle, senza necessità di recupero. La segnalazione è servita anche a evitare allarmismi, vista la visibilità della zona dalle piste della Via Lattea. La centrale operativa ha comunque informato tutti gli enti competenti per la sicurezza sul territorio.
Il bilancio complessivo di questa giornata mette ancora una volta in evidenza i rischi elevati in montagna in presenza di condizioni nivologiche instabili, con un prezzo altissimo pagato in termini di vite umane.


