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Olimpiadi 2026: “Per le Olimpiadi i nostri militari dormono al gelo”. La denuncia del sindacato

Pubblicato: 09/02/2026 12:40

L’entusiasmo per l’inaugurazione dei Giochi Invernali sembra non riuscire a valicare le mura delle caserme dove alloggiano i nostri soldati. Mentre i riflettori illuminano i campioni, una voce di protesta si leva con forza per denunciare quella che viene definita come una situazione inaccettabile. «Mentre il mondo guarda con ammirazione alle vette di Cortina e Milano per l’apertura dei Giochi Olimpici, dietro le quinte della sicurezza si consuma un trattamento indegno per le donne e gli uomini dell’Esercito Italiano»: con queste parole il sindacato Libera Rappresentanza dei Militari ha sollevato il velo su una realtà fatta di degrado e abbandono. La critica è durissima e punta il dito contro il contrasto tra gli investimenti faraonici per l’evento e l’accoglienza riservata a chi deve garantirne la protezione. Secondo la Segreteria nazionale LRM, i militari sarebbero stati destinati a «caserme dismesse, prive di riscaldamento, con letti in ferro che sembrano residuati bellici e standard igienici inesistenti».

Bagni esterni e temperature sotto lo zero

Le segnalazioni dettagliate dipingono un quadro ai limiti della sopportazione umana. Si parla di termosifoni guasti o spenti nonostante un clima impietoso e di soldati costretti a percorrere metri nel fango per raggiungere i servizi. Il personale è infatti obbligato a utilizzare «bagni esterni alle palazzine, in mezzo alla neve e al fango», in contesti definiti «ambienti insalubri» che, a detta del sindacato, violerebbero le norme sulla sicurezza sul lavoro. La nota sottolinea come non si possa confondere lo spirito di servizio con la «sopportazione di trattamenti degradanti», ribadendo quanto sia offensivo che chi vigila sulla sicurezza debba riposare in «tuguri che non rispettano i minimi standard di dignità umana».

L’auspicio è che si passi subito dalle parole ai fatti. Il sindacato confida in un «tempestivo e risolutivo intervento dell’Amministrazione Militare», chiedendo che i vertici della Difesa garantiscano soluzioni rapide come trasferimenti in strutture idonee. La richiesta finale è un richiamo al rispetto reciproco tra Stato e servitori: «I militari servono l’Italia con orgoglio; chiediamo che l’Italia garantisca loro il rispetto che meritano».

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