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“Era lì, fuori dalla villa di Chiara”. Garlasco, si scopre soltanto ora grazie a un testimone

Pubblicato: 10/02/2026 16:43

Una scarpa trovata nei pressi della villetta dei Poggi, consegnata alle autorità e poi scomparsa nel nulla. È questo il nuovo elemento emerso sul caso Garlasco, tornato al centro dell’attenzione mediatica nella puntata di Mattino 5 andata in onda il 10 febbraio 2026.

A raccontare l’episodio, per la prima volta pubblicamente, è un testimone di Garlasco, che fa riferimento a un fatto avvenuto nel 2008, pochi mesi dopo l’omicidio di Chiara Poggi. Raggiunto dall’inviato Emanuele Canta, l’uomo ricostruisce con precisione quanto accaduto durante una passeggiata nei dintorni dell’abitazione della famiglia Poggi.

Il testimone racconta di aver notato a terra una scarpa, apparentemente fuori contesto: un modello simile a un mocassino, di taglia 36-37. Un oggetto che attira la sua attenzione e che decide di non ignorare, intuendo che potesse avere un possibile valore investigativo.

Per evitare contaminazioni, l’uomo spiega di non averla toccata direttamente, ma di aver usato un bastone per sollevarla. Successivamente si sposta in bicicletta verso il centro del paese, dove chiede aiuto ai vigili urbani, non avendo il telefono carico per effettuare una chiamata.

Gli agenti arrivano sul posto, prelevano la scarpa, la inseriscono in un sacchetto e la portano via, direzione Vigevano. Un passaggio che, col senno di poi, solleva più di un interrogativo sul percorso seguito dall’oggetto dopo il ritrovamento.

Il testimone riferisce di essere stato successivamente convocato da Cassese, al quale spiega le ragioni della sua presenza in quella zona: stava cercando delle erbette. Dopo quell’incontro, però, della scarpa non avrebbe saputo più nulla.

Nelle indagini sul delitto di Garlasco, infatti, di quell’oggetto non risulterebbe alcuna traccia ufficiale. Esisterebbero solo fotografie di una scarpa simile, ma descritta come completamente nuova, dettaglio che non coinciderebbe con quanto raccontato dal testimone.

Proprio da qui prende le mosse l’approfondimento di Mattino 5. L’inviato Canta prova a contattare uno dei vigili urbani che all’epoca si occupò del ritrovamento: inizialmente i ricordi appaiono confusi, ma alcuni passaggi sembrano riaffiorare ascoltando il racconto dettagliato.

Resta però inevasa la domanda centrale: quella scarpa è mai stata fotografata, repertata o analizzata? Non emergono verbali ufficiali, né una chiara catena di custodia. Secondo quanto riferito, l’oggetto sarebbe stato ritenuto non pertinente all’indagine, definito come “una scarpa marcia”, portato ai Carabinieri ma mai entrato formalmente negli atti del caso.

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