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“Amici di Putin!”. Ucraina infuriata con il Comitato Olimpico: cosa succede

Pubblicato: 12/02/2026 13:22

L’esclusione dello skeletonista ucraino Vladyslav Heraskevych dalle gare di skeleton alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 ha innescato un caso diplomatico e politico di ampia portata. Alla base della decisione, la volontà dell’atleta di indossare un casco con le effigi degli sportivi ucraini caduti nella guerra contro la Russia. Una scelta simbolica che ha provocato la reazione del Comitato Olimpico Internazionale (CIO) e, di riflesso, una durissima presa di posizione da parte delle istituzioni di Kiev.

Il gesto di Heraskevych è stato interpretato dal governo ucraino come un atto di memoria e identità nazionale. “Onorare i caduti è dignità. Restare fedeli a ciò in cui si crede, a prescindere dagli ostacoli, è coraggio”, ha scritto su X la premier Yulia Svyrydenko, ringraziando pubblicamente l’atleta e tutti gli sportivi ucraini per aver dato, a suo dire, un esempio coerente con i “veri valori olimpici”.
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La reazione del governo ucraino

La vicenda ha assunto rapidamente una dimensione istituzionale. Il ministro degli Esteri Andriy Sybiha ha criticato apertamente il CIO, affermando che “non è stato squalificato l’atleta ucraino, ma la reputazione del Comitato Olimpico Internazionale”. Parole dure, che sottolineano come Kiev consideri la decisione non soltanto sportiva, ma anche politica e simbolica.

Secondo Sybiha, l’episodio verrà ricordato come un momento di imbarazzo per il movimento olimpico. Il governo ucraino interpreta infatti la scelta dell’atleta come un tributo alle vittime della guerra e non come una violazione dello spirito sportivo.

La risoluzione della Verkhovna Rada

Il caso era già arrivato all’attenzione della Verkhovna Rada, il Parlamento ucraino, che ha approvato una risoluzione ufficiale con cui si chiede al Comitato Olimpico Internazionale di autorizzare gli atleti ucraini a utilizzare simboli commemorativi legati alle vittime dell’aggressione russa.

Nel testo approvato, l’assemblea esprime pieno sostegno alle azioni di Vladyslav Heraskevych, considerate una manifestazione di rispetto verso gli atleti e i cittadini ucraini morti nel conflitto. La decisione del CIO viene giudicata ingiusta e interpretata come un segnale di sostegno indiretto all’aggressore. Una posizione netta, che rafforza la dimensione politica della controversia e amplia il fronte del confronto tra istituzioni sportive e governi nazionali.

Olimpiadi Tokyo 2020

Il dibattito al Parlamento europeo

La questione ha superato i confini ucraini ed è approdata anche al Parlamento europeo. Il gruppo del Partito Popolare Europeo ha commentato pubblicamente l’esclusione, sostenendo che squalificare un atleta non cambia la realtà della guerra in corso. Nel messaggio diffuso sui social si ricorda che numerosi atleti ucraini sono stati uccisi dall’inizio del conflitto e che Heraskevych avrebbe semplicemente voluto render loro omaggio.

Secondo il PPE, lo sport non può essere completamente separato dal contesto storico e politico in cui si svolge, soprattutto quando una guerra continua a provocare vittime.

La vicenda dell’esclusione di Vladyslav Heraskevych dalle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 apre così un nuovo capitolo nel delicato rapporto tra sport e politica. Da un lato, il principio di neutralità olimpica; dall’altro, il diritto degli atleti di esprimere memoria e identità nazionale in un contesto segnato da un conflitto ancora in corso. Il dibattito resta aperto e promette ulteriori sviluppi nei prossimi mesi.

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