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Italia, pranzo shock a scuola: “Tutti intossicati”. Trasportati in ospedale

Pubblicato: 13/02/2026 23:34

Era un venerdì che sembrava scorrere sui binari della solita routine addestrativa, scandito dai ritmi serrati di chi si prepara a servire lo Stato con rigore e dedizione. Dopo una mattinata intensa di lezioni e attività pratiche, il momento del ristoro collettivo rappresentava l’unica vera pausa rigenerante della giornata. Nessuno dei presenti avrebbe mai potuto immaginare che quel pasto consumato in velocità si sarebbe trasformato in una emergenza medica di vaste proporzioni. Nel giro di poche ore, il silenzio dei corridoi è stato squarciato dai lamenti e dalla concitazione dei soccorsi, mentre decine di persone venivano colpite da malori improvvisi e violenti, trasformando un luogo di formazione in uno scenario di crisi sanitaria improvvisa.

Un pranzo che si trasforma in emergenza sanitaria

La giornata di venerdì 13 febbraio resterà impressa nella memoria dei frequentatori della Scuola di Formazione e Aggiornamento della Polizia Penitenziaria Giovanni Falcone, situata in via di Brava a Roma. Quello che doveva essere un normale pranzo in mensa si è rapidamente trasformato in un incubo per circa ottanta persone, che hanno manifestato sintomi inequivocabili di una intossicazione alimentare. Le segnalazioni di vomito e diarrea si sono moltiplicate in brevissimo tempo, coinvolgendo una fetta significativa dei presenti all’interno della struttura, che ospita complessivamente circa trecento unità tra corsisti e personale fisso. La gravità della situazione è apparsa subito evidente quando per ventitré di loro è stato necessario il trasporto d’urgenza nei vicini pronto soccorso cittadini, rendendo indispensabile l’intervento coordinato dei mezzi di soccorso.

Le prime ricostruzioni dell’accaduto confermano che la maggior parte degli intossicati appartiene ai quadri dei futuri agenti dello Stato. Tra i colpiti figurano in particolare gli allievi del 186° Corso Agenti e i partecipanti al Corso Vice Ispettori 9 Bis, ovvero giovani impegnati in un percorso di crescita professionale e istituzionale. Oltre ai corsisti, anche alcuni membri del personale di servizio hanno accusato i medesimi sintomi, confermando che l’origine del problema sia da ricercare esclusivamente negli alimenti somministrati durante il servizio mensa del mezzogiorno. Al momento, la struttura sanitaria della scuola sta monitorando costantemente l’evolversi della situazione clinica dei soggetti rimasti in sede, mentre per i ricoverati si attendono i bollettini medici ufficiali.

Ispezioni e verifiche sulla filiera alimentare

In seguito al picco di malori, le autorità competenti hanno immediatamente avviato una serie di verifiche tecniche per fare luce sulla dinamica dell’incidente. La mensa della scuola è stata chiusa in via precauzionale per consentire lo svolgimento di accertamenti approfonditi su ogni passaggio della gestione del cibo. Gli ispettori stanno analizzando i campioni degli alimenti serviti venerdì, concentrandosi sia sulle modalità di preparazione interna alla cucina, sia sulla filiera dei fornitori che rifornisce l’istituto. L’obiettivo è individuare l’eventuale presenza di cariche batteriche o contaminazioni che potrebbero aver causato l’episodio di massa, verificando al contempo se siano state rispettate tutte le normative igienico-sanitarie previste per le grandi utenze.

La protesta accesa dei sindacati di categoria

L’episodio non è passato inosservato alle sigle sindacali della Polizia Penitenziaria, che hanno subito alzato la voce denunciando una situazione di presunto abbandono. Aldo Di Giacomo, segretario dell’Spp, ha espresso a chiare lettere l’indignazione della categoria, sottolineando come i poliziotti si sentano spesso lasciati a se stessi nonostante le rassicurazioni ufficiali. Secondo l’esponente sindacale, la qualità del cibo e la gestione delle mense collettive dovrebbero essere oggetto di un controllo quotidiano e rigoroso, proprio per evitare che si verifichino situazioni di tale gravità che mettono a rischio la salute del personale. Di Giacomo ha inoltre rivelato che per la struttura di via di Brava erano già pervenute in passato segnalazioni critiche riguardanti la qualità del servizio ristorazione.

Le preoccupazioni espresse dalle parti sociali non riguardano esclusivamente la capitale, ma sembrano riflettere un malessere diffuso a livello nazionale. La Fns Cisl Lazio ha manifestato piena solidarietà ai colleghi intossicati, chiedendo un intervento strutturale per il rafforzamento dei controlli sulla qualità alimentare in tutte le scuole di formazione. Il quadro dipinto dai rappresentanti dei lavoratori è quello di un sistema in sofferenza, dove i tagli e la gestione esterna dei servizi avrebbero abbassato gli standard minimi di sicurezza. Viene citato l’esempio della Campania, dove molte mense interne starebbero chiudendo i battenti, costringendo gli agenti a consumare pasti freddi distribuiti in buste di plastica, una condizione ritenuta degradante e inadeguata per chi svolge un compito delicato come quello della sicurezza carceraria.

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