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L’Ucraina smentisce le notizie su uno squadrone segreto multinazionale di F-16

Pubblicato: 17/02/2026 18:03

L’aeronautica militare ucraina ha respinto le indiscrezioni secondo cui sarebbe operativo uno squadrone segreto multinazionale di caccia F-16 composto da piloti ucraini, statunitensi e olandesi per difendere lo spazio aereo del Paese.
Le notizie, diffuse dall’emittente francese Intelligence Online, parlavano di un’unità già attiva nei cieli ucraini con la partecipazione di piloti stranieri veterani impegnati in missioni contro missili da crociera e droni russi. Kiev ha definito il rapporto “inaffidabile” e privo di prove.

La replica ironica di Ihnat

A smentire pubblicamente è stato Yurii Ihnat, responsabile delle comunicazioni del Comando dell’Aeronautica Militare ucraina, che ha risposto con ironia: “Sì! E Tom Cruise guidava lo squadrone”.

L’aeronautica ha ribadito che non esiste alcuna formazione multinazionale di combattimento e che il sostegno straniero all’Ucraina si limita a programmi di addestramento, trasferimento di equipaggiamenti e coordinamento con i Paesi partner, senza coinvolgimento operativo diretto di piloti stranieri.

Il ruolo degli F-16 e dei Mirage

Secondo le autorità militari ucraine, i caccia F-16 e Mirage recentemente entrati in servizio hanno avuto un ruolo centrale nella difesa aerea durante un attacco russo su larga scala nella notte del 17 febbraio.

Ihnat ha spiegato che l’attacco ha coinvolto diverse regioni del Paese e che i sistemi di difesa hanno intercettato numerose minacce. “Oggi i nostri piloti hanno lavorato, soprattutto su aerei stranieri, tra cui F-16 e Mirage. Un gran numero di missili è stato distrutto con mezzi aerei”, ha dichiarato.

L’aeronautica ha affermato che tutti i missili da crociera lanciati durante l’attacco, inclusi i Kh-101 e gli Iskander-K, sono stati intercettati. Tuttavia, quattro missili balistici diretti verso le regioni orientali non sono stati abbattuti.

Difesa aerea e pressioni interne

Gli attacchi russi hanno colpito in particolare infrastrutture critiche, come ferrovie e impianti energetici, proseguendo una strategia già osservata nei mesi precedenti.

Il tema della difesa aerea è tornato al centro del dibattito interno dopo le critiche espresse dal presidente Volodymyr Zelensky sulla necessità di rafforzare la protezione di città e infrastrutture contro missili e droni, compresi i droni d’attacco Shahed di progettazione iraniana utilizzati dalle forze russe.

L’introduzione di velivoli occidentali rappresenta uno dei tasselli di un sistema di difesa multilivello che include anche batterie missilistiche terrestri e strumenti di guerra elettronica.

Kiev ha ribadito che nessun pilota straniero conduce missioni di combattimento in Ucraina, smentendo con fermezza l’ipotesi di uno squadrone multinazionale operativo nei cieli del Paese.

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