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Bimbo con il cuore bruciato, c’è una speranza: arrivati in ospedale gli ispettori

Pubblicato: 18/02/2026 12:40

Napoli, 18 febbraio 2026 – Una nuova speranza si accende per il bimbo ribattezzato il piccolo dal “cuore bruciato”. L’Italia intera segue con il fiato sospeso, mentre la madre, Patrizia Mercolino, attende una svolta che potrebbe cambiare tutto.

Ieri sera la donna è stata convocata d’urgenza dalla direzione sanitaria dell’ospedale Ospedale Monaldi: è disponibile un nuovo cuore per il figlio. L’organo risulta compatibile, ma la decisione finale spetta a una task force di esperti chiamata a valutare ogni parametro clinico.

Non basta la compatibilità. A pesare saranno i criteri stabiliti dal Centro Nazionale Trapianti: il tempo trascorso in lista d’urgenza, il peso corporeo del bambino e la compatibilità del gruppo sanguigno. Tre fattori chiave che determineranno l’eventuale via libera.

C’è poi un nodo cruciale: le condizioni generali del piccolo, ricoverato da settimane e sottoposto a lungo alla circolazione extracorporea Ecmo, un supporto vitale indispensabile ma estremamente gravoso per l’organismo.

Secondo quanto riferito dal legale della famiglia, Francesco Petruzzi, l’organo avrebbe subito circa 20 minuti di ischemia fredda prima di essere rimesso in circolazione. Un elemento che aumenta il rischio clinico e che potrebbe indurre altri centri a rinunciare.

In lista per quel cuore ci sarebbero infatti altri tre bambini, con priorità superiore. Una situazione che apre anche una delicata riflessione etica: se i piccoli che precedono possono attendere un organo migliore, si potrebbe valutare la destinazione al bimbo ricoverato a Napoli.

Intanto al Monaldi è stato convocato un Heart Team composto dai massimi esperti italiani in trapianti pediatrici. Dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù arriveranno il professor Lorenzo Galletti e la dottoressa Rachele Adorisio.

Completano la squadra il professor Giuseppe Toscano dell’Università di Padova, il dottor Amedeo Terzi dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII e il professor Carlo Pace Napoleone dell’Ospedale Regina Margherita. Un vertice medico chiamato a decidere in poche ore.

La giornata è decisiva. Tra percentuali di successo stimate attorno al 10% e la corsa contro il tempo, la scelta sarà complessa e carica di responsabilità. Ma per Patrizia e per il suo bambino, quella telefonata di ieri sera ha riacceso una luce che sembrava affievolirsi.

Sul piano politico, la vicenda ha avuto un’immediata eco. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha chiesto aggiornamenti al ministro della Salute Orazio Schillaci e ha telefonato alla madre del bambino. È stata inoltre attivata la rete europea per la donazione di organi, che consente di offrire un cuore all’estero se non utilizzabile nel Paese d’origine. In questo caso, però, il primo cuore almeno compatibile per il piccolo paziente del Monaldi è stato trovato in Italia, riportando la speranza entro i confini nazionali.

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