
Una discussione al semaforo si è trasformata in una violenta aggressione che ha lasciato segni fisici e psicologici profondi. A raccontare quanto accaduto è Noemi, 25 anni, colpita con un martello dopo un diverbio con un automobilista mentre si trovava in strada con il suo monopattino. La vicenda è avvenuta a Bari (Bari) e la giovane ha deciso di parlare pubblicamente per denunciare quanto accaduto e chiedere maggiore tutela.
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La ragazza ha spiegato di non sentirsi più serena dopo l’episodio. Ha raccontato di avere paura anche solo a uscire da sola e di dover affrontare accertamenti medici nei prossimi giorni. Ha annunciato che si sottoporrà a una Tac per verificare eventuali conseguenze interne, soprattutto alla testa, dove ha ricevuto i colpi più violenti. Il timore maggiore, però, riguarda il fatto che l’uomo non sia stato arrestato.
La lite al semaforo e l’inseguimento

Secondo la ricostruzione fornita dalla 25enne, tutto sarebbe nato in prossimità di un cantiere stradale. La carreggiata risultava parzialmente occupata dai lavori e lei non avrebbe avuto modo di spostarsi per far passare l’auto che sopraggiungeva alle sue spalle. L’uomo, alla guida del veicolo, avrebbe iniziato a suonare e a urlare, pretendendo di transitare per primo nonostante le condizioni della strada.
La giovane ha riferito di aver invitato l’automobilista alla calma e di aver proseguito il tragitto. L’uomo, però, l’avrebbe seguita per diversi isolati, continuando a intimidirla. Poco distante si trovava il fidanzato della ragazza, in bicicletta. L’inseguimento si sarebbe concluso solo quando la coppia ha raggiunto un amico davanti a un bar.
L’aggressione e l’assenza dell’arma

Una volta fermatosi, il 60enne sarebbe sceso dall’auto con un martello in mano. A quel punto, sempre secondo il racconto della vittima, avrebbe colpito la 25enne alla testa e alla nuca con più martellate, provocandole ferite sanguinanti. Il fidanzato è intervenuto immediatamente e avrebbe bloccato l’uomo, evitando conseguenze ancora più gravi.
Quando le forze dell’ordine sono arrivate sul posto, però, il martello non è stato trovato. L’assenza dell’arma avrebbe impedito l’arresto in flagranza. Il legale della giovane ha spiegato che, pur in presenza della targa del veicolo e delle indicazioni fornite dal fidanzato, la mancanza del corpo del reato ha complicato l’intervento immediato.

Da una settimana proseguono gli accertamenti per individuare con certezza il responsabile e chiarire dove sia stato nascosto il martello. Gli investigatori stanno verificando le immagini delle telecamere di videosorveglianza e ricostruendo gli spostamenti dell’auto. La difesa della ragazza sottolinea che alcuni testimoni avrebbero confermato la dinamica dell’aggressione, ma finora non si è arrivati a un provvedimento restrittivo.
Nel frattempo Noemi vive giorni di forte apprensione. La giovane ribadisce di non sentirsi più al sicuro e di attendere sviluppi concreti dalle indagini. La vicenda riaccende l’attenzione sui casi di violenza stradale e sulla tutela delle vittime, soprattutto quando episodi di rabbia improvvisa degenerano in atti estremamente pericolosi.


