Genzano, parla un'amica di Sara: le aveva già picchiate le bimbe

Cercare di capire cosa sia accaduto prima che Federico Zeoli, compagno 25enne di Sara Nanni, quel 14 febbraio a Genzano (in provincia di Roma) picchiasse violentemente e prendesse a morsi la figlia di 22 mesi della sua fidanzata riducendola in fin di vita, diventa ogni giorno più complicato. La bambina ora sta meglio, la prognosi è stata sciolta dall’ospedale Bambin Gesù dove è tutt’ora ricoverata. Sara Nanni ha smentito di aver detto dopo l’accaduto di amare l’uomo e di non volerlo abbandonare, ma a Pomeriggio Cinque, è stata trasmessa la registrazione del colloquio con la giornalista a cui aveva reso quelle dichiarazione e pare che la 23enne abbia proprio detto quelle parole.

Poi, ci sono due testimonianze: un’amica di Sara che sostiene che l’uomo avesse già picchiato le bambine e una vicina di casa che ha detto di aver sentito spesso urlare la coppia e le bambine piangere molto spesso.

Sara Nanni: il rapporto con Federico Zeoli

Sara Nanni, la madre della bimba di 22 mesi trasportata in fin di vita all’ospedale di Genzano perché pestata dal suo compagno, ha parlato in due occasioni con i giornalisti.

Genzano, secondo un'amica di Sara Nanni federico Zeoli aveva già picchiato le bambine

Federico Zeoli

La prima volta, intervistata da Il Messaggero, la donna madre di 3 bambine si era così espressa: “Sua madre mi ha spiegato che è malato, ha una specie di schizofrenia.

Io lo amo, ma non so se riesco a perdonarlo. Lo so cosa penseranno tutti di me, che sono una madre disgraziata, ma lui è la mia vita. È giusto che sia in carcere, ma devono aiutarlo perché lui non vuole prendere le medicine. Io comunque non lo abbandono“.

Queste parole erano poi state smentite dalla stessa 23enne che si era così espressa sull’accaduto: “Non sto affatto bene, al pensiero che la mia bambina sia lì dopo quello che lui le ha fatto, mentre i giornali scrivono su di me cose che io non ho mai detto.

La gente pensa sia io la cattiva, che lo amo e lo sto coprendo, ma non è vero: io lo odio e deve marcire là dentro, deve morire lentamente“. Tuttavia, a Pomeriggio Cinque, è stato trasmesso l’audio di quella intervista e pare che Sara Nanni quelle parole le abbia effettivamente dette.

Le testimonianze: non era la prima volta

I medici dell’ospedale Bambin Gesù che hanno in cura la piccola di 22 mesi tramortita dalle botte del compagno di Sara Nanni, sostengono che la piccola avesse sul corpo anche lividi precedenti a quel 14 febbraio, segno che le botte date da Federico Zeoli quel giorno alla bambina non erano state frutto di un raptus, o un evento “eccezionale”, come peraltro ha sostenuto e tutt’ora sostiene anche la madre della bimba.

Genzano, secondo un'amica di Sara Nanni federico Zeoli aveva già picchiato le bambine

L’ospedale Bambin Gesù di Roma

Federico Zeoli ora si trova in carcere, mentre le bambine sono state tolte alla madre e affidate alle cure di una casa famiglia, tranne la più piccola che è ancora ricoverata al Bambin Gesù. Pare che anche Sara Nanni ora si trovi in una struttura protetta. Ai microfoni di Barbara D’Urso, un’amica di Sara avrebbe in realtà spiegato di aver capito che già da un po’ l’uomo picchiava le bimbe. La donna non ha mostrato il suo volto, ma ha raccontato di essersi insospettita perché aveva visto la figlia di Sara triste, la piccola aveva addirittura perso i capelli.

La donna ha esplicitamente detto che secondo lei quella non era la prima volta che la bambina veniva picchiata da Federico Zeoli: “Ci prendevamo un caffè però vedevo la bambina che era strana. Però la bambina non mi diceva niente, perché la bambina non parla mai. Le dicevo ‘Che hai fatto amore di zia? Come va? Come stai?’, e lei rispondeva ‘Bene zia’. Però era diversa, cambiata, impaurita. Aveva perso pure i capelli. E ho detto (a Sara, la madre, ndr) come mai questa bambina ha perso i capelli?

“. Secondo la donna anche Sara sarebbe stata picchiata dal compagno: “L’ho vista cambiata“.

Genzano, secondo un'amica di Sara Nanni federico Zeoli aveva già picchiato le bambine

Sara Nanni

Un altro motivo per cui è convinta che le violenze fossero iniziate ben prima di quel 14 febbraio è che non vedeva mai le altre due figlie di Sara Nanni, due gemelle, che Sara teneva in casa, a suo parere perché avevano segni di violenza visibili addosso. La vicina di casa di Federico Zeoli e Sara Nanni ha invece dichiarato di aver sentito spesso urla provenire dalla casa in cui i due vivevano con le bimbe e anche di aver udito le bambine piangere parecchio “tante volte.