Sebastiano Tusa e gli altri: le vittime italiane del disastro aereo

Sono 8 gli italiani che hanno perso la vita nel disastro aereo di questa mattina, che ha visto coinvolto un Boeing 737 della Ethiopian Airlines. A bordo 157 persone tra passeggeri e membri dell’equipaggio. I primi ad essere identificato sono Sebastiano Tusa, archeologo e assessore ai Beni Culturali per la Regione Sicilia e 3 membri di una Onlus di Bergamo. I loro nomi non sono ancora stati divulgati. La Farnesina si è detta all’opera fin da subito e pronta a prestare la massima assistenza alle famiglie delle vittime.

Sebastiano Tusa: il suo cuore batteva per l’archeologia subacquea

Nato a Palermo nel 1952, Tusa era un archeologo subacqueo di grande fama, nel 2000 è stato anche docente di Archeologia Marina presso l’Università degli Studi di Palermo per il corso triennale di Biologia Marina. Tusa ha poi insegnato presso l’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli, a Bologna e presso l’Università Philipps di Morburgo in Germania.

Sebastiano Tusa. Credits: ANSA

Sebastiano Tusa ha organizzato diverse campagne archeologiche in Medio-Oriente, tra Pakistan, Iran e Iraq. Dal 2010 era socio onorario dell’Associazione Nazionale Archeologi, sovrintendente dei Beni Culturali della Sicilia e Sovrintendente del Mare della Regione. Molto vicino al Presidente della Regione Nello Musumeci, che per primo ha espresso il suo cordoglio. Tusa era diretto in Kenya per un progetto dell’Unesco.

Il cordoglio di Musumeci

A dare l’annuncio della morte dell’assessore è stato il presente della Regione Sicilia Nello Musumeci, che si è detto distrutto per quanto accaduto. "Ho appena ricevuto la conferma ufficiale dell'Unità di crisi del ministero degli Esteri: l'assessore Sebastiano Tusa era sull'aereo precipitato in Etiopia. Sono distrutto. E' una tragedia terribile, alla quale non riesco ancora a credere: rimango ammutolito. Perdo un amico, un lavoratore instancabile, un assessore di grande capacità ed equilibrio, che stava andando in Kenya per lavoro. Un uomo onesto e perbene, che amava la Sicilia come pochi. Un indimenticabile protagonista delle migliori politiche culturali dell'Isola”. Scrive nel suo messaggio di cordoglio.

L’ultimo messaggio alla moglie

Tusa lascia la moglie Valeria Patrizia Li Vigni, direttrice del Museo d’arte contemporanea di Palazzo Riso a Palermo e i figli. La donna è distrutta dal dolore e da questa mattina è via vai di amici e parenti. “Mi hanno chiamato dalla Farnesina - si legge su La Sicilia Live - mi hanno detto che non ci sono superstiti", ha raccontato la moglie ricordando parola per parola il comunicato della Farnesina:Ci dispiace comunicarle che suo marito figura nella lista dei 157 passeggeri del volo Ethiopian airlines diretto a Nairobi“.

Sebastiano Tusa. Credits: ANSA

Aspettavo una telefonata da Sebastiano, mi aveva detto che avrebbe chiamato non appena atterrato a Nairobi, ma quella telefonata non è mai arrivata”.

Le altre vittime italiane

A bordo del boeing 737 c’erano anche tre componenti della ONG benefica Africa Tremila. Come si legge su ANSA tra le vittime c’erano: il presidente Carlo Spini di 75 anni, medico originario di Arezzo e residente a Pistoia, che viaggiava insieme alla moglie, l'infermiera Gabriella Vigiani e il commercialista e tesoriere dell’associazione Matteo Ravasio.

Carlo Spini e Gabriella Vigiani. Credits: ANSA

Il sindaco di Bergamo Giorgio Gori racconta che i 3 membri della Onlus dovevano arrivare nel Sud Suda. L’associazone ha lavorato molto sul territorio africano, costruendo scuole e portando avanti progetti legati all’alimentazione e al campo sanitario. Il viaggio in Sud Sudan era stato organizzato per consegnare attrezzature mediche destinate ad un ospedale in costruzione.

Matteo Ravasio e Carlo Spini. Credits: Ansa

Sono stati divulgati anche i nomi di Paolo Dieci, romano e presidente della ONG CISP- Comitato Internazionale per lo Sviluppo dei Popoli e Rete LINK 2007, associazione che raggruppa e coordina diverse e importanti organizzazioni non governative. È stata la CISP a dare l’annuncio “Era il nostro meraviglioso amico. Il mondo della cooperazione internazionale perde uno dei suoi più brillanti esponenti e la società civile italiane tutta perde un prezioso punto di riferimento".

Paolo Dieci. Credits: Ansa

C'erano anche Virginia Chimenti e Maria Pilar Buzzetti, entrambe funzionarie del World Food Programme dell’ONU. Entrambe 30enni di origine romana, la Buzzetti era laureata alla Luiss. Brillante, la giovane vantava già diverse pubblicazioni ed era consulente per l’associazione di studio, ricerca e internazionalizzazione in Eurasia e in Africa. Ultima vittima italiana è Rosemary Mumbi.

Virginia Chimenti e Maria Pilar Buzzetti. Credits: ANSA