primo piano di matteo salvini


La cittadinanza a Ramy è stato un tema caldo in questi giorni, rimbalzato da una bocca all'altra degli esponenti del governo. In particolare, nell'occhio del ciclone c'è la cittadinanza a Ramy Shehata, il ragazzo di appena 13 anni che si è reso protagonista del salvataggio di coloro che, come lui, si trovava a bordo del bus dirottato da Ousseynou Sy. Dopo l'iniziale chiusura, è arrivato anche il "sì" del Ministro dell'Interno.

Ramy Shehata, la cittadinanza come premio per l'eroismo

Sul concedere la cittadinanza italiana a Ramy Shehata, Di Maio non ha mai avuto un dubbio fin dal principio: per il ministro del Lavoro, il 13enne sarebbe stato fin da subito degno di essere premiato con la tanto agognata cittadinanza italiana. Nello specifico, il vicepremier aveva voluto parlare di una cittadinanza che sarebbe spettata al 13enne, di origini egiziane, prendendo in considerazione i cosiddetti "meriti speciali". "Quel bambino di origini egiziane ha compiuto un gesto straordinario - ha chiosato Di Maio - Come sapete nei giorni scorsi ho scritto anche ai ministeri competenti per fare in modo che la sua pratica arrivi presto al Consiglio dei Ministri. Mi aspetto che accada. Anche il presidente del Consiglio Giuseppe Conte è d'accordo".

rami shetata in primo piano ospite a porta a porta
Ramy Shehata nello studio di Porta a Porta. Fonte/Ansa

Il "no" categorico di Matteo Salvini

Non dello stesso avviso Matteo Salvini che, pur saldamente convinto che il 13enne abbia dimostrato eroismo e coraggio, non si sarebbe mostrato comunque favorevole a concedergli la cittadinanza. "Non faccio quello che la legge non mi permette di fare. Le cittadinanze non le posso regalare e per dare le cittadinanze ho bisogno di fedine penali pulite. Non parlo dei ragazzini di 13 anni ma non fatemi dire altro", aveva dichiarato Salvini, lasciando intendere che, oltre la buona volontà e i propositi, si agitassero dei diritti e dei doveri impossibili da sorvolare.

rami shehata posa vicino alla macchina dei carabinieri
Ramy Shehata, il 13enne eroe che ha evitato una strage sul bus dato alla fiamme a Milano. Fonte/Ansa

Cambio rotta: "È come se fosse mio figlio"

Ora però, la notizia che arriva si discosta di molta da quanto precedentemente dichiarato da Salvini. "Sì alla cittadinanza a Ramy perché è come se fosse mio figlio e ha dimostrato di aver capito i valori di questo paese, ma il ministro è tenuto a far rispettare le leggi. Per atti di bravura o coraggio le leggi si possono superare". Sicuramente una posizione diversa rispetto al no categorico in prima battuta.

Iter anche per Adam

L'iter di cittadinanza sarà avviato anche per Adam El Hamami, l'altro ragazzo, anche lui 13enne, che insieme a Ramy ha dato l'allarme.

Di Maio ha preso con favore il cambio di rotta di Salvini e ha commentato: "Nei giorni scorsi avevo inviato una lettera proprio ai ministeri competenti per chiedere loro di conferire la cittadinanza per meriti speciali al piccolo Ramy. Sono felice di aver convinto anche Salvini sulla cittadinanza a questo bambino. L'ho già detto: questo è un Paese che vale molto più della semplice indignazione" .