striscione per noemi a napoli

Sono ore di apprensione per la piccola Noemi, la bimba di 4 anni rimasta gravemente ferita nella sparatoria avvenuta lo scorso venerdì pomeriggio. La bimba è stata raggiunta da un proiettile che le ha perforato entrambi i polmoni, fortunatamente non toccando il cuore. Ricoverata al Satobono, Noemi ha già subito due operazioni chirurgiche e le sue condizioni restano gravi. Quanto accaduto venerdì ha però scatenato una reazione a catena che ha portato numerosi cittadini a scendere in piazza; tra i presenti anche Antonio Piccirillo, il cui padre era un camorrista.

Napoli in piazza per Noemi

Una manifestazione nata con l’intento di protestare contro una Camorra che agisce sempre più indisturbata in tutto il capoluogo campano e che, pur di raggiungere un obiettivo, che sia anche un agguato ad un pregiudicato, non guarda in faccia a nessuno, tantomeno ad una bimba di 4 anni che passeggia per strada mano nella mano alla nonna. La manifestazione di oggi, intitolata DisarmiAmo Napoli è nata proprio per questo, per lottare contro un male che affligge una città dal patrimoni storico e culturale immenso. Tantissime le persone presenti oggi in piazza Nazionale per mostrare il desiderio di riprendersi la città.

Tante persone oggi sono scese in piazza contro la Camorra e per dare sostegno alla piccola Noemi
Cittadini in piazza contro la Camorra. Credits: Ansa

Tra i presenti anche il figlio di un boss

In prima linea nella manifestazione c’era anche Antonio Piccirillo, figlio di Rosario Piccirillo camorrista, che si è detto stufo della situazione. “I nostri padri ci hanno reso la vita difficile, quasi impossibile. Sono stanco di sentirmi ‘figlio di’, io sono Antonio Piccirillo e voglio una vita sana per i miei figli con dei valori veri e autentici” ha raccontato, e poi ha lanciato il suo messaggio, chiedendo a quelli come lui di non nascondersi anche se “la natura ci impone di voler bene ai nostri padri, ma i nostri genitori non servono a niente. Chi fa soffrire la propria famiglia non può essere reputato un buon genitore”.

Antonio Piccirillo

Credits immagine in alto: Ansa