Polizia Taranto

Il caso di Antonio Cosimo Stano ha acceso i riflettori su una situazione gravissima di criminalità per mano di minori a Manduria, in provincia di Taranto. Le indagini hanno portato questa mattina all’arresto di altri 9 ragazzi, 8 minorenni e 1 maggiorenne. Durante la conferenza stampa da parte della Questura di Taranto, il questore e i procuratori hanno rivolto dure parole contro gli aggressori.

La conferenza stampa

Tra la fine di aprile e l’inizio di maggio sono state fermate a Manduria 8 persone per la morte di Antonio Cosimo Stano, avvenuta il 23 aprile scorso.

Al primo gruppo di ragazzi, chiamati la “Comitiva degli Orfanelli“, se n’è aggiunto questa mattina un altro, composto da 9 soggetti: 1 maggiorenne e 8 minorenni. Le accuse sono nuovamente quelle di torturalesionidanneggiamento e violazione di domicilio aggravati. Poche ore fa si è tenuta una conferenza stampa alla quale hanno preso parte il questore di Taranto, Giuseppe Bellassai, il procuratore della Repubblica presso il tribunale di Taranto, Carlo Maria Capristo, il procuratore capo della Repubblica presso il tribunale per i minorenni, Pina Montanaro, e il procuratore Remo Epifani.

Quest’ultimo ha curato le indagini insieme agli uomini della Polizia di Stato.

Il gruppo “L’Ultima di Carniale”

Ai ragazzi arrestati quest’oggi viene imputata anche un’altra aggressione, che risale, secondo gli inquirenti, all’1 aprile, nei confronti di un 53enne con problemi psichici sempre di Manduria e che si chiama anch’esso Stano, Fiorello di nome. Il gruppo era solito chiamarsi “Ultima di Carniale” (Ultima di Carnevale), in quanto le azioni criminali si sarebbero svolte nei giorni delle festività di Carnevale. Il procuratore Capristo ha aperto la conferenza stampa dicendo: “Questo è il secondo atto di una storia agghiacciante“.

Gli uomini della polizia sono riusciti a individuare il secondo gruppo di minorenni che per “puro passatempo ha commesso turpi azioni nei confronti di un 53enne, violentemente colpito con calci, pugni, fino a provocargli l’avulsione dei denti incisivi“, ha commentato severo Capristo. Il quale ha concluso dicendo: “Vi è l’urgenza di un intervento istituzionale, a livello anche generale, che faccia fronte a questa crescita esponenziale di quelle che vengono chiamate baby gang ma che in realtà non lo sono perché sono dei criminali organizzati minorenni“.

Accanto alla violenza del primo gruppo, che Antonio Cosimo Stano aveva denunciato prima di morire, vi sarebbe quindi quella di altri ragazzi sui quali la scuola, i servizi sociali e le famiglie non sarebbero riuscite a lavorare.

L’analisi dei cellulari

Un’attenta e scrupolosa verifica tecnica sui telefonini immediatamente sequestrati ai giovani dalla Polizia all’inizio dell’indagine ha portato agli arresti di oggi. La dottoressa Montanaro ha detto: “Le misure eseguite stamattina rappresentano l’epilogo di un’indagine andata avanti. Dagli esami dei telefoni sottoposti a sequestro si è arrivati al rinvenimento di video e chat dal telefono di uno degli indagati, file che hanno permesso di datare e geolocalizzare gli eventi criminosi“.

Lo schema della seconda aggressione sarebbe lo stesso della prima: azione in branco, anticipata da provocazioni e derisioni per stanare la vittima dalla sua abitazione. Un’attività costante, preordinata, programmata e con modalità violente.

Il procuratore Epifani, infine, ha spiegato dell’analisi effettuata sui dialoghi tra gli aggressori che si svolgevano attraverso le chat. Così avrebbero organizzato le aggressioni, si parlerebbe di “necessità di incontrarsi e procacciarsi delle mazze“, e poi le avrebbero commentate, compiacendosene, scambiandosi le immagini delle azioni. Epifani ha citato alcune delle frasi che sarebbero state utilizzate dai ragazzi, tra le quali: “Ho preso la mazza, nella gamba gli ho tirato un colpo; ha cominciato a gridare come un dannato, adesso sono andato di nuovo e gli ho detto ‘un giorno pagherai’ e gli ho schiaffato un colpo di mazza“.

E ancora, un’espressione con la quale i giovani definirebbero Antonio Cosimo Stano “povero e pazzo“, e un altro avrebbe aggiunto: “Povero e pazzo però ci siamo divertiti“.