Il vicesindaco di FdI di un paese nel veronese sfoggia una maglietta sessista sul palco. Immediata la condanna del web: “è orribile, è incitamento allo stupro, si dimetta”

“Se non puoi sedurla…puoi sedarla”. Poche parole, ma pesano come un macigno. A maggior ragione se a sfoggiarle divertito è un rappresentante delle istituzioni. Loris Corradi, vicesindaco del comune di Roverè Veronese (Verona), si è presentato sul palco con questa t-shirt offensiva, in occasione della tradizionale festa di paese di Santa Viola. E infatti la polemica e le repliche stizzite son arrivate in men che non si dica. Ancora nessun commento invece da parte della sindaca Alessandra Caterina Ravelli, né dal protagonista della vicenda.

Le critiche alla t-shirt sessista del vicesindaco

La polemica è scoppiata dopo che il quotidiano veronese L’Arena ha pubblicato la lettera inviata da una signora presente all’evento.

Mi chiedo cosa pensino le donne veronesi della battuta e del messaggio lanciato da un rappresentante delle istituzioni. A me e alle amiche e amici seduti al mio tavolo non ha fatto per niente ridere”, ha scritto la donna indignata. Da lì le critiche verso la t-shirt sessista del vicesindaco si sono moltiplicate a dismisura. “Non credo che le donne ridano, nemmeno le donne della Lega”, è il commento su Facebook di Monia Cimichella, assessora leghista di un comune limitrofo. La Lega ha tuttavia smentito con una nota l’appartenenza di Corradi al partito: “Non è tesserato Lega, ma un esponente FdI”.

Potere al Popolo denuncia la cultura dello stupro in Italia

Tanti i commenti indignati sui social contro la maglietta del vicesindaco. C’è chi invoca le dimissioni o anche l’arresto. Chi invece sottolinea quanto maschilismo sia ancora troppo radicato in questo paese, martoriato dalle violenze di genere. Potere al Popolo Verona, ad esempio, scrive: È un orrore, una maglia ignobile, che manifesta la cultura dello stupro che i politici leghisti sono abituati ad usare come elemento per discriminare e costruire un nemico esterno. Ma questo nemico è interno, nelle relazioni di vita quotidiana di milioni di donne, che subiscono violenze quotidiane, abusi, insulti sessisti, a casa, sul lavoro, nella vita pubblica”.

Qualunque sia l’appartenenza politica, queste forme di sessismo becero e di incitamento allo stupro non sono mai accettabili, men che meno dai rappresentanti istituzionali.