trasfusione

Continuano le indagini per la morte avvenuta all’ospedale di Vimercate, dove una donna è deceduta lo scorso 8 settembre in seguito a una trasfusone di sangue sbagliato.

Sono stati iscritti al registro delle indagini due dipendenti dell’ospedale: un medico e un’infermiera, indagati per omicidio colposo.

La trasfusione durante un intervento

Angela Crippa aveva 84 anni. Era stata ricoverata per un intervento di chirurgia ortopedica e, durante la procedura chirurgica, era stato necessario farle una trasfusione. C’era stato però uno scambio di sacche di sangue dovuto a un caso di omonimia.

La donna non era sopravvissuta e l’ospedale si è trovato nella terribile circostanza di dover comunicare il decesso alla famiglia.

L’ospedale ha riconosciuto l’errore

Da subito l’ospedale di Vimercate aveva dichiarato che l’errore era dovuto a uno scambio di sacche, come recitava una nota stampa. Nella stessa, però, specificavano anche. “Vale la pena ricordare che perlomeno negli ultimi 10 anni non si è mai verificato un episodio analogo (in media, all’anno, sono circa 6000 le trasfusioni fatte dal Servizio Immunoematologia e Medicina Trasfusionale dell’ospedale di Vimercate)“.

Le parole del figlio

Il figlio della donna, Marco Tremolada, aveva raccontato a Il Corriere della Sera: “L’unico nostro desiderio adesso è che si capisca bene qual è stata la falla nelle procedure mediche in modo che nessuno più debba soffrire come noi.

Nostra mamma non ce la ridarà più nessuno, purtroppo“. Non c’è comunque rabbia per quello che è successo:”È successo a noi, ma poteva capitare a chiunque”.

Intervistato da Mattino Cinque, l’uomo aveva detto: “Non cerchiamo polemiche né clamore è stato un fatto per noi dolorosissimo, sappiamo che c’è stato questo errore ma non lo stiamo vivendo come qualcosa da rivendicare, vogliamo solo che si prosegua nelle indagini nel modo corretto“.