Agente di polizia

A quasi una settimana di distanza dalla terribile sparatoria nella questura di Trieste, parla Alejandro Stephan Meran, il 29enne di origine dominicane autore del dramma. In carcere per la morte dei due agenti di polizia Pierluigi Rotta e Matteo Demenengo, Meran parla attraverso il suo avvocato con il quale ha avuto un incontro durato una quarantina di minuti.

Le parole di Meran dal carcere

Poche parole arrivate per voce del suo legale Francesco Zacheo. Alejandro Stephen Meran, detto Tito, afferma di non ricordare nulla. “Leggo la Bibbia, amo mia madre tantissimo”, sono queste le parole pronunciate da Meran e riportate dal legale.

Come si legge su Ansa, Zacheo ha descritto il suo assistito come un uomo in stato di grande confusione. I due sono stati a colloquio per circa 40 minuti, duranti i quali il legale ha constato come Meran oltre ad essere confuso era anche in forte stato di agitazione.

Problemi manifesti da tempo

Secondo l’avvocato Francesco Zacheo, le azioni compiute da Meran non sono comuni: “Non si fa quello che ha fatto se non si hanno problemi psicologici” e il 29enne con questi problemi ci convive da tempo, come ha raccontato disperata la madre il giorno dopo la sparatoria. La donna, che chiede ancora perdono per quanto fatto dal figlio, aveva raccontato che proprio quella mattina era andata ad informarsi in ospedale per sapere come curare il figlio che già ai tempi in cui vivevano in Baviera erta trattato per problemi psichici.

Il legale di Meran ha fatto sapere di essere alla ricerca dei documenti che attestino tali cure.

Il video della sparatoria

È di questi giorni la divulgazione del video nel quale si possono vedere le immagini di quei terribili momenti. Nei video ripresi dalle telecamere di sorveglianza all’interno e all’esterno della questura di Trieste si vede Meran travolto da quella follia omicida che lo porterà ad uccidere due agenti e a tenere sotto sequestro per diversi minuti l’intera questura.