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La gioia immacolata è durata poche ore. Dopo la sentenza, dopo la conquista, dopo il baciamano di un carabiniere a Ilaria Cucchi (il “ramo d’ulivo” di un uomo dell’Arma), qualcuno se n’è andato dalla festa sbattendo la porta.

Matteo Salvini, interpellato sulla sentenza, ha infatti rilasciato diverse dichiarazioni che hanno amareggiato la famiglia Cucchi e non solo e che vogliono connettere, ancora una volta, la morte di Stefano con la questione stupefacenti.

Matteo Salvini e la frase “incriminata”

Viste le pregresse tensioni che erano nate tra la famiglia Cucchi e Matteo Salvini, era naturale che qualcuno chiedesse al senatore un commento sulla sentenza.

Quando è accaduto, le sue risposte sono state due: una rivolta ai Cucchi in cui diceva: “Sono vicinissimo alla famiglia, la sorella l’ho invitata al Viminale, se qualcuno ha usato violenza ha sbagliato e pagherà”. Dopo un paio di secondi ed una pausa di riflessione, è arrivata però un’altra dichiarazione: Questo testimonia che la droga fa male sempre e comunque e io combatto la droga in ogni piazza“.

Il giornalista non cede, però, e vuole toccare meglio il punto:Ma che c’entra, mica è morto per la droga Cucchi, è morto per le botte”, chiede, scatenando una nuova risposta da Salvini: “Posso dire che sono contro ogni genere di spaccio e di droga?” E poi, ancora: “Posso dirlo?

Che sono contro lo spaccio di droga sempre e comunque o le dà fastidio?”. A nulla vale il commento del giornalista che ribadisce come sembri che il senatore stia insinuando il collegamento tra la morte e le droghe: dal senatore nessuna smentita diretta, nessuna frase di chiarimento.

Ilaria Cucchi considera la querela

Ovviamente la cosa non è passata inosservata: nell’indignazione di molti è arrivato anche il commento di Ilaria Cucchi, che sostiene di star considerando di sporgere querela al senatore: “Che c’entra la droga?

Salvini perde sempre l’occasione per stare zitto”, ha dichiarato a Radio Capital, aggiungendo: “Anch’io da madre sono contro la droga ma Stefano non è morto di droga”.

L’ipotesi della querela viene spiegata molto chiaramente: Contro questo pregiudizio e contro questi personaggi ci siamo dovuti battere per anni. Tanti di questi personaggi sono stati chiamati a rispondere in un’aula di giustizia, e non escludo che il prossimo possa essere proprio Salvini”.