Cronaca

Palermo, si suicida ex giudice 69enne: era indagato per corruzione

Il giudice 69enne Cesare Vincenti si è suicidato gettandosi dal balcone: era indagato per corruzione e abuso d'ufficio, ma per la famiglia la causa è la depressione
Cesare Vincenti

L’ex capo dei giudici per le indagini preliminari di Palermo, il 69enne Cesare Vincenti si è suicidato nella giornata di ieri buttandosi dal balcone. Su di lui pendevano anche alcune accuse per corruzione e fuga di notizie nel caso del Presidente Zamparini.

Si è buttato dal balcone

Il fatto è accaduto ieri, in via Rapisardi a Palermo. Il 69enne ex giudice in pensione Cesare Vincenti ha deciso di porre fine alla sua vita gettandosi dal balcone di casa sua. Sul posto sono intervenuti in seguito i soccorsi, e con loro anche Carabinieri, il questore, il procuratore capo e un medico legale.


Secondo quanto riportato da Repubblica, Vincenti sarebbe salito di due piani rispetto alla sua abitazione, e si sarebbe buttato dalla finestra del vano scale. Il pm Federica La Chioma nelle prossime ore deciderà se richiederne l’autopsia.

Le accuse a suo carico

Tante le voci di cordoglio, ma anche le ombre su Cesare Vincenti. L’uomo, che era stato anche capo dei gip, aveva infatti chiuso la sua carriera nella magistratura con alcuni procedimenti penali a suo carico.
In pensione da giugno, pochi giorni prima la procura di Caltanissetta aveva disposto una perquisizione in casa di Vincenti.

L’operazione rientrava nell’ambito dell’inchiesta sulla fuga di notizie riguardo le misure cautelari nei confronti di Maurizio Zamparini. L’ex Presidente del Palermo, infatti, era stato informato dell’imminente arresto e la Procura sospettava di Vincenti. L’uomo fu così accusato di rivelazione di notizie riservate, corruzione e abuso d’ufficio.
Assiema a lui, era stato indagato anche il figlio Andrea, a capo del comitato etico della società Us Città di Palermo.

La seconda accusa

Oltre al caso citato, Vincenti era anche indagato in un’altra inchiesta.

Si sospetta infatti che un anno fa fece pressioni su un giudice civile di Palermo. Avrebbe infatto insistito per accelerare i tempi di firma per una vendita immobiliare del figlio.
Per questi motivi, varie fonti riportano che la festa per il pensionamento di Vincenti venne disertata da numerosi colleghi.

L’ipotesi della depressione

L’avvocato dell’ex giudice, Paolo Grillo, su richiesta della famiglia ha rilasciato una dichiarazione circa la possibile causa del suicidio.
Repubblica ne riporta le parole: “L’indagine di Caltanissetta che lo riguardava non ha avuto alcun peso nella decisione del presidente.

Era sereno e sicuro di essere innocente, esattamente come il figlio Andrea“.
L’avvocato, viene inoltre riportato, ha poi aggiunto che Cesare Vincenti era depresso da oltre un anno, e che era in cura da uno specialista.

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