vito crimi di maio

Vito Crimi, senatore e membro di lungo corso del Movimento 5 Stelle, ha preso il ruolo di reggente dopo il passo indietro di Luigi Di Maio come capo politico. La scelta è stata motivata dal fatto che sia membro anziano del Comitato di garanzia, l’organo di controllo del Movimento (responsabile, pochi giorni fa, di aver buttato fuori Gianluigi Paragone). Crimi avrà l’incarico di traghettare un partito disilluso e subissato dalle defezioni fino agli Stati Generali di marzo.

Vito Crimi reggente: il traghettatore dovrà arrivare a marzo

Un compito che sembra una fatica di Ercole, ma Vito Crimi ha accettato la nuova posizione aspirando forse a mantenerla.

Il senatore e viceministro dell’Interno ha preso il posto di Luigi Di Maio che, assediato da un Movimento quasi in aperta rivolta contro la sua leadership, ha dovuto cedere il passo. Le indiscrezioni parlano di un momentaneo abbandono per tornare quando i tempi saranno più propizi, ma cosa accadrà fino ad allora appare piuttosto incerto. La prima tappa sono gli Stati Generali di marzo, quando il Movimento si confronterà con se stesso per uscire dalla palude in cui è finito.

Emorragia di consensi elettorali e di parlamentari hanno scoperto le ferite interne. Simboleggiate, ça va sans dire, dalle diverse anime sempre più in lontane: dai fedelissimi a Di Maio, come Riccardo Fraccaro, si passa ad Alessandro Di Battista. L’ex ragazzo prodigio dei meetup si è avvicinato recentemente a Gianluigi Paragone, in aperto contrasto con il governo con il PD, personificando di fatto la bolla sovranista nel Movimento. Una corrente in antitesi con quella di Roberto Fico, a cui si aggiunge un altro raggruppamento, gli ortodossi duri e puri, tra cui Paola Taverna e Nicola Morra.

Chi è Vito Crimi

L’uomo chiamato a evitare che la situazione deflagri è un palermitano di 47 anni, ex boy scout, ex studente della facoltà di Matematica (ma non ha completato gli studi), poi trasferitosi a Brescia. Qui ha lavorato come assistente giudiziario nella Segreteria di Presidenza della Corte d’Appello e incontra il Meetup Amici Beppe Grillo nel 2007. Nel 2010 è candidato come governatore della Lombardia, non riuscendo, poi diventa senatore nel 2013. Arriva la carica di capogruppo e dà lì è iniziata la vera carriera politica, e di acqua sotto i ponti ne è passata dai tempi delle dirette in streaming.

Vito Crimi è stato spesso bersaglio di attenzioni mediatiche, come quelle di Panorama, che setacciò vita privata e foto del matrimonio del neosenatore (oggi divorziato con una nuova compagna). Alcune volte è stato lui stesso a cercarsela un po’, come quando è stato “spottato” mentre dormiva in Aula durante un intervento di Mario Monti, allora presidente del Consiglio.

Cose dette (alla leggera) e polemiche

Tutti hanno il diritto di cambiare idea e Vito Crimi a quanto pare non fa eccezione.

Partendo dagli esordi, il senatore si è trovato poco dopo l’elezione, e in quanto capogruppo al Senato del Movimento 5 Stelle, al tavolo delle negoziazioni per un governo con il PD nel 2013. All’epoca le sue parole a Bersani furono che il governo 4 Stelle-dem si sarebbe fatto quando l’ex segretario PD avesse rinunciato ai rimborsi.

Polemica feroce sollevata e passata alla storia è quella riguardante il post poco edificante su Berlusconi, prima del voto per sancirne la decadenza. Ci sono stati poi piccoli affondi, come la pubblicazione di foto del viaggio del senatore in Frecciarossa in prima classe.

Molto scontento ha portato invece la posizione anti Radio Radicale, di cui Vito Crimi, da sottosegretario all’Editoria, è stato uno strenuo oppositore del rifinanziamento per il servizio pubblico che offre. Insomma, un pentastellato doc, diventato un esperto politico ora asceso alla massima carica dentro il partito. Dopo 13 anni di militanza, per lui la vera sfida inizia ora.